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Nuova Formazione Datore di Lavoro 2025: La Rivoluzione che Trasforma la Sicurezza da Obbligo a Competenza

PUBBLICATO

12 gennaio 2026

VERIFICATO DA

Davide Viscusi

TEMPO DI LETTURA

2 minuti

L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio, non è l'ennesimo documento burocratico da archiviare. È piuttosto il GPS che finalmente ci indica la strada giusta nella giungla della formazione sulla sicurezza sul lavoro. Come Compliance Specialist di Complaion, ho analizzato ogni virgola di queste nuove disposizioni e voglio guidarvi in questo viaggio verso la piena conformità, senza noia e senza sorprese.

Quali sono le ore obbligatorie per il corso datore di lavoro 2025

Parliamo chiaro: le ore di formazione non sono come le puntate di una serie TV che puoi saltare. Ogni ora conta, e il nuovo Accordo ha fatto ordine dove prima regnava la confusione.

Datori di lavoro non RSPP: il pacchetto base

Immaginate la formazione come una cassetta degli attrezzi. Per il datore di lavoro che non assume il ruolo di RSPP, il kit di partenza comprende 16 ore di corso base. Non sono ore casuali: sono il tempo necessario per costruire fondamenta solide su aspetti giuridico-normativi e organizzativi.

Pensate a queste 16 ore come al patentino per guidare un'azienda sicura. Senza, state guidando bendati.

Il bonus track per i cantieri: se la vostra azienda gestisce cantieri temporanei o mobili, dovete aggiungere un modulo extra di 6 ore. È come avere la patente B e poi prendere quella per il rimorchio: servono competenze aggiuntive per rischi specifici.

Ogni 5 anni, poi, c'è il "tagliando": 6 ore di aggiornamento per non perdere il filo. La buona notizia? Potete farle anche in e-learning, comodamente dal vostro ufficio o da casa, magari con un caffè in mano invece che in un'aula fredda e spersonalizzata.

Datori di lavoro RSPP: quando indossate due cappelli

Qui le cose si fanno più interessanti. Quando il datore decide di essere anche RSPP – come un capitano che assume anche il ruolo di timoniere – il percorso è piu articolato

Partiamo con un modulo comune di 8 ore, la base tecnica che serve a tutti. Ma poi arrivano i moduli settoriali: agricoltura, pesca, costruzioni, settore chimico. È come scegliere la specializzazione all'università: il vostro settore detta il programma.

Pensate a questi moduli come agli attrezzi specialistici di un chirurgo: il bisturi base serve a tutti, ma poi l'ortopedico ha strumenti diversi dal cardiologo.

Anche qui, ogni 5 anni serviranno 6 ore di aggiornamento. Non è burocrazia: le norme cambiano, i rischi evolvono, le tecnologie si trasformano. Chi si ferma è perduto, letteralmente.

Le regole del gioco: frequenza e attestati

Attenzione al dettaglio che fa la differenza: la frequenza minima è del 90%. Se il corso dura 16 ore, potete saltarne al massimo 1,6. Tradotto: dovete esserci, davvero. Non basta iscriversi.

I corsi si possono seguire con tre modalità che verranno declinate sulla base del ruolo e del rischio assunto dal Datore di lavoro :

  • Presenza fisica: la modalità tradizionale, ideale per chi impara meglio dal vivo

  • Videoconferenza sincrona: l'aula che viene da voi, con interazione diretta

  • E-learning ( modalità asincrona): per i moduli consentiti, la flessibilità al servizio della formazione

Alla fine c'è sempre una verifica: un test o un colloquio per dimostrare che quelle ore non sono state passate a controllare le email. L'attestato che otterrete vale 5 anni ed è riconosciuto a livello nazionale. Dovete conservarlo per 10 anni, come una polizza assicurativa della vostra professionalità.

Quali figure sono coinvolte dalla nuova formazione 2025

Se pensavate che la formazione sulla sicurezza fosse solo "roba da RSPP", preparatevi a cambiare prospettiva. Il nuovo Accordo ha convocato tutti sul palco, perché la sicurezza è uno sport di squadra, non un assolo.

Il cast principale: chi non può mancare

I Datori di Lavoro: sono i registi del film. Che siano "puri" (16 ore base + 6 aggiornamento quinquennale) o anche RSPP (8 ore modulo comune + settoriali + 6 aggiornamento), devono conoscere la sceneggiatura a memoria. Senza di loro, non si gira.

I Preposti: pensate a loro come ai caporeparto in trincea. Stanno dove l'azione accade, vedono i rischi prima che diventino incidenti. Per questo il loro corso base dura 12 ore e si aggiornano ogni 2 anni con 6 ore. È il ritmo più serrato di tutti, perché il loro lavoro è dinamico come un thriller d'azione.

I Dirigenti: hanno il binocolo per vedere lontano. La loro formazione si concentra su rischi strategici e responsabilità gestionali. Quando in azienda ci sono attività ad alto rischio, servono moduli dedicati. Non basta dare ordini: bisogna sapere cosa si ordina.

RLS: Il Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza è la figura di riferimento per quanto riguarda i diritti e il benessere sul posto di lavoro, la gestione dei piani di emergenze ( in coordinamento con l’RSPP ) la gestione del rapporto tra datore di lavoro e dipendenti, ed è una figura la cui presenza è cogente secondo la normativa di riferimento 81/2008.

Il resto della compagnia: ruoli essenziali

I Lavoratori: sono gli attori protagonisti, quelli che ogni giorno mettono in pratica (o no) le procedure di sicurezza. La loro formazione è calibrata come un abito su misura: generale per tutti, specifica per mansione. Un elettricista non ha gli stessi rischi di un addetto alla logistica.

ASPP e RSPP: sono i consulenti tecnici, i Sherlock Holmes della prevenzione. Le nuove disposizioni richiedono non solo teoria ma anche esperienza pratica documentata. Non basta studiare i rischi sui libri: bisogna averli fiutati sul campo.

Coordinatori CSC/CSE: nei cantieri sono come i direttori d'orchestra. Devono far suonare insieme imprese diverse, lavorazioni sovrapposte, rischi interferenti. La loro formazione è tra le più complesse e specifiche.

Specialisti di ambienti confinati e attrezzature: qui si entra nel territorio degli esperti. Chi lavora in silos, cisterne, pozzi o usa macchinari complessi deve avere una preparazione da Navy SEAL della sicurezza. Il margine d'errore è zero.

Le regole che valgono per tutti

Il nuovo Accordo non ammette scorciatoie:

  • Frequenza del 90%: dovete esserci, punto

  • Verifica finale: nessun passaggio automatico, le competenze si dimostrano

  • Attestati quinquennali: la formazione non è "una tantum", si rinnova

  • Formatori qualificati: esperienza triennale e registro nazionale. Via i tuttologi improvvisati

C'è una boccata d'ossigeno: 24 mesi di periodo transitorio a partire da aprile 2024. Non è un invito a procrastinare, ma un tempo ragionevole per organizzarsi senza panico. Usatelo saggiamente.

Differenze tra ruolo di datore di lavoro e RSPP nel nuovo accordo

Qui tocchiamo il cuore della questione. È come confondere il proprietario di una Ferrari con il meccanico che la prepara per la gara: ruoli diversi, competenze diverse, responsabilità diverse. Il nuovo Accordo 2025 ha tracciato una linea netta tra queste figure, anche quando coincidono nella stessa persona.

Il datore di lavoro "puro": il capitano che non abbandona la nave

Il datore di lavoro è e resta il comandante supremo della sicurezza aziendale. Ha il portafoglio (potere di spesa), prende le decisioni strategiche, e soprattutto porta la responsabilità penale. Non può delegarla, non può scaricarla, non può fingere di non saperlo.

I suoi compiti sono come i pilastri di un ponte:

  • Nominare l'RSPP: scegliere il consulente tecnico giusto

  • Organizzare il SPP: costruire la macchina della prevenzione

  • Redigere il DVR: mappare ogni rischio, grande o piccolo

  • Fornire le risorse: senza soldi e strumenti, la sicurezza resta sulla carta

  • Vigilare: controllare che il sistema funzioni davvero

Pensate al datore come al CEO di una startup della sicurezza: può assumere i migliori consulenti del mondo, ma se l'azienda fallisce, la responsabilità è sua. Gli organi di vigilanza bussano sempre alla sua porta per primi.

L'RSPP: il consulente che sussurra alla sicurezza

L'RSPP è il Responsabile della Sicurezza e della Prevenzione, è la figura tecnico dirigenziale di riferimento per quanto riguarda la normativa e l’applicazione della stessa per l’intero aziendale e in tutte le aree interessate dal lavoro.

E’ il professionista che conosce ogni norma, ogni rischio, ogni contromisura, e condivide col datore di lavoro e l’alta dirigenza l’onere della responsabilità penale personale.

Cosa fa nel concreto:

  • Coordina il SPP: dirige la squadra della prevenzione

  • Collabora al DVR: mette la competenza tecnica al servizio della valutazione

  • Propone misure: "Serve questo DPI", "Questa procedura va cambiata"

  • Elabora piani: formazione, emergenze, procedure operative

  • Consulta: è il riferimento tecnico per ogni dubbio

Il datore che fa anche l'RSPP: il multitasking che richiede studio

Ecco il caso più interessante: quando una persona sola indossa entrambi i cappelli. È possibile, ma non per tutti e non sempre.

Il D.Lgs. 81/2008 fissa dei limiti precisi, come i cartelli di altezza massima nei parcheggi:

  • Aziende artigianali e industriali: fino a 30 addetti

  • Agricoltura e zootecnia: fino a 30 addetti

  • Pesca: fino a 20 addetti

  • Altri settori: fino a 200 addetti

Se la vostra azienda rientra in questi limiti e decidete di fare da soli, preparatevi a una formazione più impegnativa. Al corso base per datore (16 ore) dovete aggiungere il modulo comune da 8 ore più i moduli settoriali specifici. È come prendere una doppia laurea: servono più esami, più studio, più impegno.

Le tre differenze che non potete ignorare

1. Natura del ruolo: il datore decide e risponde penalmente; l'RSPP consiglia e risponde professionalmente. È la differenza tra il pilota (che porta l'aereo a destinazione e ne risponde) e il navigatore (che suggerisce la rotta migliore).

2. Formazione: due strade diverse per due mestieri diversi. Il datore "puro" segue le sue 16 ore per imparare a gestire; l'RSPP (o DL-RSPP) deve studiare molto di più per acquisire competenze tecniche approfondite. Pensate alla differenza tra un corso di guida sicura e la scuola per meccanici: entrambi utili, ma con obiettivi diversi.

3. Aggiornamento continuo: l'RSPP deve stare sul pezzo costantemente. Nuove norme, nuove tecnologie, nuovi rischi emergenti (pensate alla sicurezza nei lavori da remoto o con l'intelligenza artificiale). Il datore deve mantenere la visione d'insieme organizzativa. Due maratone diverse sulla stessa strada della sicurezza.

Integrazione con ISO 45001: quando la compliance diventa sistema

Per le PMI che hanno abbracciato la ISO 45001, queste nuove disposizioni formative non sono un problema ma un'opportunità. Sono il carburante che fa girare il motore del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro.

Il DVR aziendale, i piani formativi, le procedure operative: tutto si incastra come i pezzi di un puzzle ben progettato. In Complaion aiutiamo le aziende a vedere questo quadro completo, dove la formazione non è un adempimento isolato ma un tassello di un sistema che cresce e migliora continuamente.

Il timer è partito: avete 24 mesi dall'entrata in vigore dell'Accordo per mettervi in regola. Non è tantissimo tempo se considerate che dovete programmare corsi, verificare attestati, organizzare aggiornamenti. Ma è sufficiente se partite adesso, con metodo e con i partner giusti.

La sicurezza sul lavoro non è più quella cosa noiosa che si fa perché obbliga la legge. È diventata una competenza strategica, un vantaggio competitivo, un modo per dire "qui le persone contano davvero".

Noi di Complaion siamo qui per accompagnarvi in questo percorso, trasformando la compliance da peso a valore, dalla paura della multa all'orgoglio di un'azienda che protegge davvero chi ci lavora.

Davide Viscusi
Lead Auditor e Compliance Specialist - Complaion
Consulente SGQ QHSE

P.S. - Se state leggendo questo articolo mentre vi chiedete "ma io in che categoria rientro?", è il momento perfetto per contattarci. Meglio una domanda in più oggi che un'ispezione a sorpresa domani.

L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio, non è l'ennesimo documento burocratico da archiviare. È piuttosto il GPS che finalmente ci indica la strada giusta nella giungla della formazione sulla sicurezza sul lavoro. Come Compliance Specialist di Complaion, ho analizzato ogni virgola di queste nuove disposizioni e voglio guidarvi in questo viaggio verso la piena conformità, senza noia e senza sorprese.

Quali sono le ore obbligatorie per il corso datore di lavoro 2025

Parliamo chiaro: le ore di formazione non sono come le puntate di una serie TV che puoi saltare. Ogni ora conta, e il nuovo Accordo ha fatto ordine dove prima regnava la confusione.

Datori di lavoro non RSPP: il pacchetto base

Immaginate la formazione come una cassetta degli attrezzi. Per il datore di lavoro che non assume il ruolo di RSPP, il kit di partenza comprende 16 ore di corso base. Non sono ore casuali: sono il tempo necessario per costruire fondamenta solide su aspetti giuridico-normativi e organizzativi.

Pensate a queste 16 ore come al patentino per guidare un'azienda sicura. Senza, state guidando bendati.

Il bonus track per i cantieri: se la vostra azienda gestisce cantieri temporanei o mobili, dovete aggiungere un modulo extra di 6 ore. È come avere la patente B e poi prendere quella per il rimorchio: servono competenze aggiuntive per rischi specifici.

Ogni 5 anni, poi, c'è il "tagliando": 6 ore di aggiornamento per non perdere il filo. La buona notizia? Potete farle anche in e-learning, comodamente dal vostro ufficio o da casa, magari con un caffè in mano invece che in un'aula fredda e spersonalizzata.

Datori di lavoro RSPP: quando indossate due cappelli

Qui le cose si fanno più interessanti. Quando il datore decide di essere anche RSPP – come un capitano che assume anche il ruolo di timoniere – il percorso è piu articolato

Partiamo con un modulo comune di 8 ore, la base tecnica che serve a tutti. Ma poi arrivano i moduli settoriali: agricoltura, pesca, costruzioni, settore chimico. È come scegliere la specializzazione all'università: il vostro settore detta il programma.

Pensate a questi moduli come agli attrezzi specialistici di un chirurgo: il bisturi base serve a tutti, ma poi l'ortopedico ha strumenti diversi dal cardiologo.

Anche qui, ogni 5 anni serviranno 6 ore di aggiornamento. Non è burocrazia: le norme cambiano, i rischi evolvono, le tecnologie si trasformano. Chi si ferma è perduto, letteralmente.

Le regole del gioco: frequenza e attestati

Attenzione al dettaglio che fa la differenza: la frequenza minima è del 90%. Se il corso dura 16 ore, potete saltarne al massimo 1,6. Tradotto: dovete esserci, davvero. Non basta iscriversi.

I corsi si possono seguire con tre modalità che verranno declinate sulla base del ruolo e del rischio assunto dal Datore di lavoro :

  • Presenza fisica: la modalità tradizionale, ideale per chi impara meglio dal vivo

  • Videoconferenza sincrona: l'aula che viene da voi, con interazione diretta

  • E-learning ( modalità asincrona): per i moduli consentiti, la flessibilità al servizio della formazione

Alla fine c'è sempre una verifica: un test o un colloquio per dimostrare che quelle ore non sono state passate a controllare le email. L'attestato che otterrete vale 5 anni ed è riconosciuto a livello nazionale. Dovete conservarlo per 10 anni, come una polizza assicurativa della vostra professionalità.

Quali figure sono coinvolte dalla nuova formazione 2025

Se pensavate che la formazione sulla sicurezza fosse solo "roba da RSPP", preparatevi a cambiare prospettiva. Il nuovo Accordo ha convocato tutti sul palco, perché la sicurezza è uno sport di squadra, non un assolo.

Il cast principale: chi non può mancare

I Datori di Lavoro: sono i registi del film. Che siano "puri" (16 ore base + 6 aggiornamento quinquennale) o anche RSPP (8 ore modulo comune + settoriali + 6 aggiornamento), devono conoscere la sceneggiatura a memoria. Senza di loro, non si gira.

I Preposti: pensate a loro come ai caporeparto in trincea. Stanno dove l'azione accade, vedono i rischi prima che diventino incidenti. Per questo il loro corso base dura 12 ore e si aggiornano ogni 2 anni con 6 ore. È il ritmo più serrato di tutti, perché il loro lavoro è dinamico come un thriller d'azione.

I Dirigenti: hanno il binocolo per vedere lontano. La loro formazione si concentra su rischi strategici e responsabilità gestionali. Quando in azienda ci sono attività ad alto rischio, servono moduli dedicati. Non basta dare ordini: bisogna sapere cosa si ordina.

RLS: Il Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza è la figura di riferimento per quanto riguarda i diritti e il benessere sul posto di lavoro, la gestione dei piani di emergenze ( in coordinamento con l’RSPP ) la gestione del rapporto tra datore di lavoro e dipendenti, ed è una figura la cui presenza è cogente secondo la normativa di riferimento 81/2008.

Il resto della compagnia: ruoli essenziali

I Lavoratori: sono gli attori protagonisti, quelli che ogni giorno mettono in pratica (o no) le procedure di sicurezza. La loro formazione è calibrata come un abito su misura: generale per tutti, specifica per mansione. Un elettricista non ha gli stessi rischi di un addetto alla logistica.

ASPP e RSPP: sono i consulenti tecnici, i Sherlock Holmes della prevenzione. Le nuove disposizioni richiedono non solo teoria ma anche esperienza pratica documentata. Non basta studiare i rischi sui libri: bisogna averli fiutati sul campo.

Coordinatori CSC/CSE: nei cantieri sono come i direttori d'orchestra. Devono far suonare insieme imprese diverse, lavorazioni sovrapposte, rischi interferenti. La loro formazione è tra le più complesse e specifiche.

Specialisti di ambienti confinati e attrezzature: qui si entra nel territorio degli esperti. Chi lavora in silos, cisterne, pozzi o usa macchinari complessi deve avere una preparazione da Navy SEAL della sicurezza. Il margine d'errore è zero.

Le regole che valgono per tutti

Il nuovo Accordo non ammette scorciatoie:

  • Frequenza del 90%: dovete esserci, punto

  • Verifica finale: nessun passaggio automatico, le competenze si dimostrano

  • Attestati quinquennali: la formazione non è "una tantum", si rinnova

  • Formatori qualificati: esperienza triennale e registro nazionale. Via i tuttologi improvvisati

C'è una boccata d'ossigeno: 24 mesi di periodo transitorio a partire da aprile 2024. Non è un invito a procrastinare, ma un tempo ragionevole per organizzarsi senza panico. Usatelo saggiamente.

Differenze tra ruolo di datore di lavoro e RSPP nel nuovo accordo

Qui tocchiamo il cuore della questione. È come confondere il proprietario di una Ferrari con il meccanico che la prepara per la gara: ruoli diversi, competenze diverse, responsabilità diverse. Il nuovo Accordo 2025 ha tracciato una linea netta tra queste figure, anche quando coincidono nella stessa persona.

Il datore di lavoro "puro": il capitano che non abbandona la nave

Il datore di lavoro è e resta il comandante supremo della sicurezza aziendale. Ha il portafoglio (potere di spesa), prende le decisioni strategiche, e soprattutto porta la responsabilità penale. Non può delegarla, non può scaricarla, non può fingere di non saperlo.

I suoi compiti sono come i pilastri di un ponte:

  • Nominare l'RSPP: scegliere il consulente tecnico giusto

  • Organizzare il SPP: costruire la macchina della prevenzione

  • Redigere il DVR: mappare ogni rischio, grande o piccolo

  • Fornire le risorse: senza soldi e strumenti, la sicurezza resta sulla carta

  • Vigilare: controllare che il sistema funzioni davvero

Pensate al datore come al CEO di una startup della sicurezza: può assumere i migliori consulenti del mondo, ma se l'azienda fallisce, la responsabilità è sua. Gli organi di vigilanza bussano sempre alla sua porta per primi.

L'RSPP: il consulente che sussurra alla sicurezza

L'RSPP è il Responsabile della Sicurezza e della Prevenzione, è la figura tecnico dirigenziale di riferimento per quanto riguarda la normativa e l’applicazione della stessa per l’intero aziendale e in tutte le aree interessate dal lavoro.

E’ il professionista che conosce ogni norma, ogni rischio, ogni contromisura, e condivide col datore di lavoro e l’alta dirigenza l’onere della responsabilità penale personale.

Cosa fa nel concreto:

  • Coordina il SPP: dirige la squadra della prevenzione

  • Collabora al DVR: mette la competenza tecnica al servizio della valutazione

  • Propone misure: "Serve questo DPI", "Questa procedura va cambiata"

  • Elabora piani: formazione, emergenze, procedure operative

  • Consulta: è il riferimento tecnico per ogni dubbio

Il datore che fa anche l'RSPP: il multitasking che richiede studio

Ecco il caso più interessante: quando una persona sola indossa entrambi i cappelli. È possibile, ma non per tutti e non sempre.

Il D.Lgs. 81/2008 fissa dei limiti precisi, come i cartelli di altezza massima nei parcheggi:

  • Aziende artigianali e industriali: fino a 30 addetti

  • Agricoltura e zootecnia: fino a 30 addetti

  • Pesca: fino a 20 addetti

  • Altri settori: fino a 200 addetti

Se la vostra azienda rientra in questi limiti e decidete di fare da soli, preparatevi a una formazione più impegnativa. Al corso base per datore (16 ore) dovete aggiungere il modulo comune da 8 ore più i moduli settoriali specifici. È come prendere una doppia laurea: servono più esami, più studio, più impegno.

Le tre differenze che non potete ignorare

1. Natura del ruolo: il datore decide e risponde penalmente; l'RSPP consiglia e risponde professionalmente. È la differenza tra il pilota (che porta l'aereo a destinazione e ne risponde) e il navigatore (che suggerisce la rotta migliore).

2. Formazione: due strade diverse per due mestieri diversi. Il datore "puro" segue le sue 16 ore per imparare a gestire; l'RSPP (o DL-RSPP) deve studiare molto di più per acquisire competenze tecniche approfondite. Pensate alla differenza tra un corso di guida sicura e la scuola per meccanici: entrambi utili, ma con obiettivi diversi.

3. Aggiornamento continuo: l'RSPP deve stare sul pezzo costantemente. Nuove norme, nuove tecnologie, nuovi rischi emergenti (pensate alla sicurezza nei lavori da remoto o con l'intelligenza artificiale). Il datore deve mantenere la visione d'insieme organizzativa. Due maratone diverse sulla stessa strada della sicurezza.

Integrazione con ISO 45001: quando la compliance diventa sistema

Per le PMI che hanno abbracciato la ISO 45001, queste nuove disposizioni formative non sono un problema ma un'opportunità. Sono il carburante che fa girare il motore del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro.

Il DVR aziendale, i piani formativi, le procedure operative: tutto si incastra come i pezzi di un puzzle ben progettato. In Complaion aiutiamo le aziende a vedere questo quadro completo, dove la formazione non è un adempimento isolato ma un tassello di un sistema che cresce e migliora continuamente.

Il timer è partito: avete 24 mesi dall'entrata in vigore dell'Accordo per mettervi in regola. Non è tantissimo tempo se considerate che dovete programmare corsi, verificare attestati, organizzare aggiornamenti. Ma è sufficiente se partite adesso, con metodo e con i partner giusti.

La sicurezza sul lavoro non è più quella cosa noiosa che si fa perché obbliga la legge. È diventata una competenza strategica, un vantaggio competitivo, un modo per dire "qui le persone contano davvero".

Noi di Complaion siamo qui per accompagnarvi in questo percorso, trasformando la compliance da peso a valore, dalla paura della multa all'orgoglio di un'azienda che protegge davvero chi ci lavora.

Davide Viscusi
Lead Auditor e Compliance Specialist - Complaion
Consulente SGQ QHSE

P.S. - Se state leggendo questo articolo mentre vi chiedete "ma io in che categoria rientro?", è il momento perfetto per contattarci. Meglio una domanda in più oggi che un'ispezione a sorpresa domani.

L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio, non è l'ennesimo documento burocratico da archiviare. È piuttosto il GPS che finalmente ci indica la strada giusta nella giungla della formazione sulla sicurezza sul lavoro. Come Compliance Specialist di Complaion, ho analizzato ogni virgola di queste nuove disposizioni e voglio guidarvi in questo viaggio verso la piena conformità, senza noia e senza sorprese.

Quali sono le ore obbligatorie per il corso datore di lavoro 2025

Parliamo chiaro: le ore di formazione non sono come le puntate di una serie TV che puoi saltare. Ogni ora conta, e il nuovo Accordo ha fatto ordine dove prima regnava la confusione.

Datori di lavoro non RSPP: il pacchetto base

Immaginate la formazione come una cassetta degli attrezzi. Per il datore di lavoro che non assume il ruolo di RSPP, il kit di partenza comprende 16 ore di corso base. Non sono ore casuali: sono il tempo necessario per costruire fondamenta solide su aspetti giuridico-normativi e organizzativi.

Pensate a queste 16 ore come al patentino per guidare un'azienda sicura. Senza, state guidando bendati.

Il bonus track per i cantieri: se la vostra azienda gestisce cantieri temporanei o mobili, dovete aggiungere un modulo extra di 6 ore. È come avere la patente B e poi prendere quella per il rimorchio: servono competenze aggiuntive per rischi specifici.

Ogni 5 anni, poi, c'è il "tagliando": 6 ore di aggiornamento per non perdere il filo. La buona notizia? Potete farle anche in e-learning, comodamente dal vostro ufficio o da casa, magari con un caffè in mano invece che in un'aula fredda e spersonalizzata.

Datori di lavoro RSPP: quando indossate due cappelli

Qui le cose si fanno più interessanti. Quando il datore decide di essere anche RSPP – come un capitano che assume anche il ruolo di timoniere – il percorso è piu articolato

Partiamo con un modulo comune di 8 ore, la base tecnica che serve a tutti. Ma poi arrivano i moduli settoriali: agricoltura, pesca, costruzioni, settore chimico. È come scegliere la specializzazione all'università: il vostro settore detta il programma.

Pensate a questi moduli come agli attrezzi specialistici di un chirurgo: il bisturi base serve a tutti, ma poi l'ortopedico ha strumenti diversi dal cardiologo.

Anche qui, ogni 5 anni serviranno 6 ore di aggiornamento. Non è burocrazia: le norme cambiano, i rischi evolvono, le tecnologie si trasformano. Chi si ferma è perduto, letteralmente.

Le regole del gioco: frequenza e attestati

Attenzione al dettaglio che fa la differenza: la frequenza minima è del 90%. Se il corso dura 16 ore, potete saltarne al massimo 1,6. Tradotto: dovete esserci, davvero. Non basta iscriversi.

I corsi si possono seguire con tre modalità che verranno declinate sulla base del ruolo e del rischio assunto dal Datore di lavoro :

  • Presenza fisica: la modalità tradizionale, ideale per chi impara meglio dal vivo

  • Videoconferenza sincrona: l'aula che viene da voi, con interazione diretta

  • E-learning ( modalità asincrona): per i moduli consentiti, la flessibilità al servizio della formazione

Alla fine c'è sempre una verifica: un test o un colloquio per dimostrare che quelle ore non sono state passate a controllare le email. L'attestato che otterrete vale 5 anni ed è riconosciuto a livello nazionale. Dovete conservarlo per 10 anni, come una polizza assicurativa della vostra professionalità.

Quali figure sono coinvolte dalla nuova formazione 2025

Se pensavate che la formazione sulla sicurezza fosse solo "roba da RSPP", preparatevi a cambiare prospettiva. Il nuovo Accordo ha convocato tutti sul palco, perché la sicurezza è uno sport di squadra, non un assolo.

Il cast principale: chi non può mancare

I Datori di Lavoro: sono i registi del film. Che siano "puri" (16 ore base + 6 aggiornamento quinquennale) o anche RSPP (8 ore modulo comune + settoriali + 6 aggiornamento), devono conoscere la sceneggiatura a memoria. Senza di loro, non si gira.

I Preposti: pensate a loro come ai caporeparto in trincea. Stanno dove l'azione accade, vedono i rischi prima che diventino incidenti. Per questo il loro corso base dura 12 ore e si aggiornano ogni 2 anni con 6 ore. È il ritmo più serrato di tutti, perché il loro lavoro è dinamico come un thriller d'azione.

I Dirigenti: hanno il binocolo per vedere lontano. La loro formazione si concentra su rischi strategici e responsabilità gestionali. Quando in azienda ci sono attività ad alto rischio, servono moduli dedicati. Non basta dare ordini: bisogna sapere cosa si ordina.

RLS: Il Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza è la figura di riferimento per quanto riguarda i diritti e il benessere sul posto di lavoro, la gestione dei piani di emergenze ( in coordinamento con l’RSPP ) la gestione del rapporto tra datore di lavoro e dipendenti, ed è una figura la cui presenza è cogente secondo la normativa di riferimento 81/2008.

Il resto della compagnia: ruoli essenziali

I Lavoratori: sono gli attori protagonisti, quelli che ogni giorno mettono in pratica (o no) le procedure di sicurezza. La loro formazione è calibrata come un abito su misura: generale per tutti, specifica per mansione. Un elettricista non ha gli stessi rischi di un addetto alla logistica.

ASPP e RSPP: sono i consulenti tecnici, i Sherlock Holmes della prevenzione. Le nuove disposizioni richiedono non solo teoria ma anche esperienza pratica documentata. Non basta studiare i rischi sui libri: bisogna averli fiutati sul campo.

Coordinatori CSC/CSE: nei cantieri sono come i direttori d'orchestra. Devono far suonare insieme imprese diverse, lavorazioni sovrapposte, rischi interferenti. La loro formazione è tra le più complesse e specifiche.

Specialisti di ambienti confinati e attrezzature: qui si entra nel territorio degli esperti. Chi lavora in silos, cisterne, pozzi o usa macchinari complessi deve avere una preparazione da Navy SEAL della sicurezza. Il margine d'errore è zero.

Le regole che valgono per tutti

Il nuovo Accordo non ammette scorciatoie:

  • Frequenza del 90%: dovete esserci, punto

  • Verifica finale: nessun passaggio automatico, le competenze si dimostrano

  • Attestati quinquennali: la formazione non è "una tantum", si rinnova

  • Formatori qualificati: esperienza triennale e registro nazionale. Via i tuttologi improvvisati

C'è una boccata d'ossigeno: 24 mesi di periodo transitorio a partire da aprile 2024. Non è un invito a procrastinare, ma un tempo ragionevole per organizzarsi senza panico. Usatelo saggiamente.

Differenze tra ruolo di datore di lavoro e RSPP nel nuovo accordo

Qui tocchiamo il cuore della questione. È come confondere il proprietario di una Ferrari con il meccanico che la prepara per la gara: ruoli diversi, competenze diverse, responsabilità diverse. Il nuovo Accordo 2025 ha tracciato una linea netta tra queste figure, anche quando coincidono nella stessa persona.

Il datore di lavoro "puro": il capitano che non abbandona la nave

Il datore di lavoro è e resta il comandante supremo della sicurezza aziendale. Ha il portafoglio (potere di spesa), prende le decisioni strategiche, e soprattutto porta la responsabilità penale. Non può delegarla, non può scaricarla, non può fingere di non saperlo.

I suoi compiti sono come i pilastri di un ponte:

  • Nominare l'RSPP: scegliere il consulente tecnico giusto

  • Organizzare il SPP: costruire la macchina della prevenzione

  • Redigere il DVR: mappare ogni rischio, grande o piccolo

  • Fornire le risorse: senza soldi e strumenti, la sicurezza resta sulla carta

  • Vigilare: controllare che il sistema funzioni davvero

Pensate al datore come al CEO di una startup della sicurezza: può assumere i migliori consulenti del mondo, ma se l'azienda fallisce, la responsabilità è sua. Gli organi di vigilanza bussano sempre alla sua porta per primi.

L'RSPP: il consulente che sussurra alla sicurezza

L'RSPP è il Responsabile della Sicurezza e della Prevenzione, è la figura tecnico dirigenziale di riferimento per quanto riguarda la normativa e l’applicazione della stessa per l’intero aziendale e in tutte le aree interessate dal lavoro.

E’ il professionista che conosce ogni norma, ogni rischio, ogni contromisura, e condivide col datore di lavoro e l’alta dirigenza l’onere della responsabilità penale personale.

Cosa fa nel concreto:

  • Coordina il SPP: dirige la squadra della prevenzione

  • Collabora al DVR: mette la competenza tecnica al servizio della valutazione

  • Propone misure: "Serve questo DPI", "Questa procedura va cambiata"

  • Elabora piani: formazione, emergenze, procedure operative

  • Consulta: è il riferimento tecnico per ogni dubbio

Il datore che fa anche l'RSPP: il multitasking che richiede studio

Ecco il caso più interessante: quando una persona sola indossa entrambi i cappelli. È possibile, ma non per tutti e non sempre.

Il D.Lgs. 81/2008 fissa dei limiti precisi, come i cartelli di altezza massima nei parcheggi:

  • Aziende artigianali e industriali: fino a 30 addetti

  • Agricoltura e zootecnia: fino a 30 addetti

  • Pesca: fino a 20 addetti

  • Altri settori: fino a 200 addetti

Se la vostra azienda rientra in questi limiti e decidete di fare da soli, preparatevi a una formazione più impegnativa. Al corso base per datore (16 ore) dovete aggiungere il modulo comune da 8 ore più i moduli settoriali specifici. È come prendere una doppia laurea: servono più esami, più studio, più impegno.

Le tre differenze che non potete ignorare

1. Natura del ruolo: il datore decide e risponde penalmente; l'RSPP consiglia e risponde professionalmente. È la differenza tra il pilota (che porta l'aereo a destinazione e ne risponde) e il navigatore (che suggerisce la rotta migliore).

2. Formazione: due strade diverse per due mestieri diversi. Il datore "puro" segue le sue 16 ore per imparare a gestire; l'RSPP (o DL-RSPP) deve studiare molto di più per acquisire competenze tecniche approfondite. Pensate alla differenza tra un corso di guida sicura e la scuola per meccanici: entrambi utili, ma con obiettivi diversi.

3. Aggiornamento continuo: l'RSPP deve stare sul pezzo costantemente. Nuove norme, nuove tecnologie, nuovi rischi emergenti (pensate alla sicurezza nei lavori da remoto o con l'intelligenza artificiale). Il datore deve mantenere la visione d'insieme organizzativa. Due maratone diverse sulla stessa strada della sicurezza.

Integrazione con ISO 45001: quando la compliance diventa sistema

Per le PMI che hanno abbracciato la ISO 45001, queste nuove disposizioni formative non sono un problema ma un'opportunità. Sono il carburante che fa girare il motore del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro.

Il DVR aziendale, i piani formativi, le procedure operative: tutto si incastra come i pezzi di un puzzle ben progettato. In Complaion aiutiamo le aziende a vedere questo quadro completo, dove la formazione non è un adempimento isolato ma un tassello di un sistema che cresce e migliora continuamente.

Il timer è partito: avete 24 mesi dall'entrata in vigore dell'Accordo per mettervi in regola. Non è tantissimo tempo se considerate che dovete programmare corsi, verificare attestati, organizzare aggiornamenti. Ma è sufficiente se partite adesso, con metodo e con i partner giusti.

La sicurezza sul lavoro non è più quella cosa noiosa che si fa perché obbliga la legge. È diventata una competenza strategica, un vantaggio competitivo, un modo per dire "qui le persone contano davvero".

Noi di Complaion siamo qui per accompagnarvi in questo percorso, trasformando la compliance da peso a valore, dalla paura della multa all'orgoglio di un'azienda che protegge davvero chi ci lavora.

Davide Viscusi
Lead Auditor e Compliance Specialist - Complaion
Consulente SGQ QHSE

P.S. - Se state leggendo questo articolo mentre vi chiedete "ma io in che categoria rientro?", è il momento perfetto per contattarci. Meglio una domanda in più oggi che un'ispezione a sorpresa domani.

L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio, non è l'ennesimo documento burocratico da archiviare. È piuttosto il GPS che finalmente ci indica la strada giusta nella giungla della formazione sulla sicurezza sul lavoro. Come Compliance Specialist di Complaion, ho analizzato ogni virgola di queste nuove disposizioni e voglio guidarvi in questo viaggio verso la piena conformità, senza noia e senza sorprese.

Quali sono le ore obbligatorie per il corso datore di lavoro 2025

Parliamo chiaro: le ore di formazione non sono come le puntate di una serie TV che puoi saltare. Ogni ora conta, e il nuovo Accordo ha fatto ordine dove prima regnava la confusione.

Datori di lavoro non RSPP: il pacchetto base

Immaginate la formazione come una cassetta degli attrezzi. Per il datore di lavoro che non assume il ruolo di RSPP, il kit di partenza comprende 16 ore di corso base. Non sono ore casuali: sono il tempo necessario per costruire fondamenta solide su aspetti giuridico-normativi e organizzativi.

Pensate a queste 16 ore come al patentino per guidare un'azienda sicura. Senza, state guidando bendati.

Il bonus track per i cantieri: se la vostra azienda gestisce cantieri temporanei o mobili, dovete aggiungere un modulo extra di 6 ore. È come avere la patente B e poi prendere quella per il rimorchio: servono competenze aggiuntive per rischi specifici.

Ogni 5 anni, poi, c'è il "tagliando": 6 ore di aggiornamento per non perdere il filo. La buona notizia? Potete farle anche in e-learning, comodamente dal vostro ufficio o da casa, magari con un caffè in mano invece che in un'aula fredda e spersonalizzata.

Datori di lavoro RSPP: quando indossate due cappelli

Qui le cose si fanno più interessanti. Quando il datore decide di essere anche RSPP – come un capitano che assume anche il ruolo di timoniere – il percorso è piu articolato

Partiamo con un modulo comune di 8 ore, la base tecnica che serve a tutti. Ma poi arrivano i moduli settoriali: agricoltura, pesca, costruzioni, settore chimico. È come scegliere la specializzazione all'università: il vostro settore detta il programma.

Pensate a questi moduli come agli attrezzi specialistici di un chirurgo: il bisturi base serve a tutti, ma poi l'ortopedico ha strumenti diversi dal cardiologo.

Anche qui, ogni 5 anni serviranno 6 ore di aggiornamento. Non è burocrazia: le norme cambiano, i rischi evolvono, le tecnologie si trasformano. Chi si ferma è perduto, letteralmente.

Le regole del gioco: frequenza e attestati

Attenzione al dettaglio che fa la differenza: la frequenza minima è del 90%. Se il corso dura 16 ore, potete saltarne al massimo 1,6. Tradotto: dovete esserci, davvero. Non basta iscriversi.

I corsi si possono seguire con tre modalità che verranno declinate sulla base del ruolo e del rischio assunto dal Datore di lavoro :

  • Presenza fisica: la modalità tradizionale, ideale per chi impara meglio dal vivo

  • Videoconferenza sincrona: l'aula che viene da voi, con interazione diretta

  • E-learning ( modalità asincrona): per i moduli consentiti, la flessibilità al servizio della formazione

Alla fine c'è sempre una verifica: un test o un colloquio per dimostrare che quelle ore non sono state passate a controllare le email. L'attestato che otterrete vale 5 anni ed è riconosciuto a livello nazionale. Dovete conservarlo per 10 anni, come una polizza assicurativa della vostra professionalità.

Quali figure sono coinvolte dalla nuova formazione 2025

Se pensavate che la formazione sulla sicurezza fosse solo "roba da RSPP", preparatevi a cambiare prospettiva. Il nuovo Accordo ha convocato tutti sul palco, perché la sicurezza è uno sport di squadra, non un assolo.

Il cast principale: chi non può mancare

I Datori di Lavoro: sono i registi del film. Che siano "puri" (16 ore base + 6 aggiornamento quinquennale) o anche RSPP (8 ore modulo comune + settoriali + 6 aggiornamento), devono conoscere la sceneggiatura a memoria. Senza di loro, non si gira.

I Preposti: pensate a loro come ai caporeparto in trincea. Stanno dove l'azione accade, vedono i rischi prima che diventino incidenti. Per questo il loro corso base dura 12 ore e si aggiornano ogni 2 anni con 6 ore. È il ritmo più serrato di tutti, perché il loro lavoro è dinamico come un thriller d'azione.

I Dirigenti: hanno il binocolo per vedere lontano. La loro formazione si concentra su rischi strategici e responsabilità gestionali. Quando in azienda ci sono attività ad alto rischio, servono moduli dedicati. Non basta dare ordini: bisogna sapere cosa si ordina.

RLS: Il Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza è la figura di riferimento per quanto riguarda i diritti e il benessere sul posto di lavoro, la gestione dei piani di emergenze ( in coordinamento con l’RSPP ) la gestione del rapporto tra datore di lavoro e dipendenti, ed è una figura la cui presenza è cogente secondo la normativa di riferimento 81/2008.

Il resto della compagnia: ruoli essenziali

I Lavoratori: sono gli attori protagonisti, quelli che ogni giorno mettono in pratica (o no) le procedure di sicurezza. La loro formazione è calibrata come un abito su misura: generale per tutti, specifica per mansione. Un elettricista non ha gli stessi rischi di un addetto alla logistica.

ASPP e RSPP: sono i consulenti tecnici, i Sherlock Holmes della prevenzione. Le nuove disposizioni richiedono non solo teoria ma anche esperienza pratica documentata. Non basta studiare i rischi sui libri: bisogna averli fiutati sul campo.

Coordinatori CSC/CSE: nei cantieri sono come i direttori d'orchestra. Devono far suonare insieme imprese diverse, lavorazioni sovrapposte, rischi interferenti. La loro formazione è tra le più complesse e specifiche.

Specialisti di ambienti confinati e attrezzature: qui si entra nel territorio degli esperti. Chi lavora in silos, cisterne, pozzi o usa macchinari complessi deve avere una preparazione da Navy SEAL della sicurezza. Il margine d'errore è zero.

Le regole che valgono per tutti

Il nuovo Accordo non ammette scorciatoie:

  • Frequenza del 90%: dovete esserci, punto

  • Verifica finale: nessun passaggio automatico, le competenze si dimostrano

  • Attestati quinquennali: la formazione non è "una tantum", si rinnova

  • Formatori qualificati: esperienza triennale e registro nazionale. Via i tuttologi improvvisati

C'è una boccata d'ossigeno: 24 mesi di periodo transitorio a partire da aprile 2024. Non è un invito a procrastinare, ma un tempo ragionevole per organizzarsi senza panico. Usatelo saggiamente.

Differenze tra ruolo di datore di lavoro e RSPP nel nuovo accordo

Qui tocchiamo il cuore della questione. È come confondere il proprietario di una Ferrari con il meccanico che la prepara per la gara: ruoli diversi, competenze diverse, responsabilità diverse. Il nuovo Accordo 2025 ha tracciato una linea netta tra queste figure, anche quando coincidono nella stessa persona.

Il datore di lavoro "puro": il capitano che non abbandona la nave

Il datore di lavoro è e resta il comandante supremo della sicurezza aziendale. Ha il portafoglio (potere di spesa), prende le decisioni strategiche, e soprattutto porta la responsabilità penale. Non può delegarla, non può scaricarla, non può fingere di non saperlo.

I suoi compiti sono come i pilastri di un ponte:

  • Nominare l'RSPP: scegliere il consulente tecnico giusto

  • Organizzare il SPP: costruire la macchina della prevenzione

  • Redigere il DVR: mappare ogni rischio, grande o piccolo

  • Fornire le risorse: senza soldi e strumenti, la sicurezza resta sulla carta

  • Vigilare: controllare che il sistema funzioni davvero

Pensate al datore come al CEO di una startup della sicurezza: può assumere i migliori consulenti del mondo, ma se l'azienda fallisce, la responsabilità è sua. Gli organi di vigilanza bussano sempre alla sua porta per primi.

L'RSPP: il consulente che sussurra alla sicurezza

L'RSPP è il Responsabile della Sicurezza e della Prevenzione, è la figura tecnico dirigenziale di riferimento per quanto riguarda la normativa e l’applicazione della stessa per l’intero aziendale e in tutte le aree interessate dal lavoro.

E’ il professionista che conosce ogni norma, ogni rischio, ogni contromisura, e condivide col datore di lavoro e l’alta dirigenza l’onere della responsabilità penale personale.

Cosa fa nel concreto:

  • Coordina il SPP: dirige la squadra della prevenzione

  • Collabora al DVR: mette la competenza tecnica al servizio della valutazione

  • Propone misure: "Serve questo DPI", "Questa procedura va cambiata"

  • Elabora piani: formazione, emergenze, procedure operative

  • Consulta: è il riferimento tecnico per ogni dubbio

Il datore che fa anche l'RSPP: il multitasking che richiede studio

Ecco il caso più interessante: quando una persona sola indossa entrambi i cappelli. È possibile, ma non per tutti e non sempre.

Il D.Lgs. 81/2008 fissa dei limiti precisi, come i cartelli di altezza massima nei parcheggi:

  • Aziende artigianali e industriali: fino a 30 addetti

  • Agricoltura e zootecnia: fino a 30 addetti

  • Pesca: fino a 20 addetti

  • Altri settori: fino a 200 addetti

Se la vostra azienda rientra in questi limiti e decidete di fare da soli, preparatevi a una formazione più impegnativa. Al corso base per datore (16 ore) dovete aggiungere il modulo comune da 8 ore più i moduli settoriali specifici. È come prendere una doppia laurea: servono più esami, più studio, più impegno.

Le tre differenze che non potete ignorare

1. Natura del ruolo: il datore decide e risponde penalmente; l'RSPP consiglia e risponde professionalmente. È la differenza tra il pilota (che porta l'aereo a destinazione e ne risponde) e il navigatore (che suggerisce la rotta migliore).

2. Formazione: due strade diverse per due mestieri diversi. Il datore "puro" segue le sue 16 ore per imparare a gestire; l'RSPP (o DL-RSPP) deve studiare molto di più per acquisire competenze tecniche approfondite. Pensate alla differenza tra un corso di guida sicura e la scuola per meccanici: entrambi utili, ma con obiettivi diversi.

3. Aggiornamento continuo: l'RSPP deve stare sul pezzo costantemente. Nuove norme, nuove tecnologie, nuovi rischi emergenti (pensate alla sicurezza nei lavori da remoto o con l'intelligenza artificiale). Il datore deve mantenere la visione d'insieme organizzativa. Due maratone diverse sulla stessa strada della sicurezza.

Integrazione con ISO 45001: quando la compliance diventa sistema

Per le PMI che hanno abbracciato la ISO 45001, queste nuove disposizioni formative non sono un problema ma un'opportunità. Sono il carburante che fa girare il motore del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro.

Il DVR aziendale, i piani formativi, le procedure operative: tutto si incastra come i pezzi di un puzzle ben progettato. In Complaion aiutiamo le aziende a vedere questo quadro completo, dove la formazione non è un adempimento isolato ma un tassello di un sistema che cresce e migliora continuamente.

Il timer è partito: avete 24 mesi dall'entrata in vigore dell'Accordo per mettervi in regola. Non è tantissimo tempo se considerate che dovete programmare corsi, verificare attestati, organizzare aggiornamenti. Ma è sufficiente se partite adesso, con metodo e con i partner giusti.

La sicurezza sul lavoro non è più quella cosa noiosa che si fa perché obbliga la legge. È diventata una competenza strategica, un vantaggio competitivo, un modo per dire "qui le persone contano davvero".

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