ISO 14001
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ISO 14001
ISO 14001:2026 - Le novità in Arrivo
5 gennaio 2026




Buon anno! La nuova versione sta per arrivare: ecco cosa aspettarsi
Il Capodanno è appena passato, il profumo del panettone aleggia ancora nell’aria e già dobbiamo pensare alla nuova ISO 14001:2026.
Sì: la pubblicazione della norma aggiornata è prevista entro questo trimestre, quindi entro marzo.
Se mentre leggete avete ancora il carbone della Befana sul tavolino, significa che il momento di prepararsi è… adesso.
La buona notizia è che non si tratta di una revisione sistematica come quella del 2015, ma di un aggiornamento mirato, pensato per rispondere alle sfide ambientali attuali.
La notizia meno rassicurante è che, una volta pubblicata la norma, partirà ufficialmente il countdown per la transizione.
Se “sistemare il SGA” era tra i buoni propositi del 2026, complimenti: il tempismo è perfetto.
Le tre modifiche principali alla ISO 14001
Allineamento alla Harmonized Structure aggiornata
La norma si adegua all’ultima versione della struttura comune agli standard ISO dei sistemi di gestione.
Per le aziende con sistemi integrati (ISO 9001, ISO 45001, ISO 27001) questo significa maggiore coerenza e meno ridondanza documentale.
In pratica: un sistema più fluido e meno duplicazioni.
Guidance potenziata nell’Annex A
Le note esplicative diventano più dettagliate e operative.
Meno interpretazioni creative durante gli audit e più uniformità nell’applicazione dei requisiti.
La norma diventa meno criptica e più utilizzabile sul campo.
Cambiamento climatico integrato organicamente
Il requisito introdotto nel novembre 2024, che imponeva di considerare il cambiamento climatico nei capitoli 4.1 e 4.2 della ISO 9001, viene ora incorporato strutturalmente anche nella ISO 14001.
Non è più un requisito “aggiunto”: il clima entra nelle fondamenta del Sistema di Gestione Ambientale.
Tempistiche per prepararsi (spoiler: prima è meglio)
Formalmente, il periodo di transizione sarà di circa tre anni dalla data di pubblicazione.
Sulla carta, questo significherebbe potersi rilassare fino al 2028–2029.
Nella realtà, siamo a gennaio 2026, la norma sta per uscire e chi inizia ora avrà un vantaggio strategico, evitando corse dell’ultimo minuto in fase di rinnovo della certificazione.
Una programmazione efficace
Entro marzo 2026
Leggere la norma ufficiale appena pubblicata. Confrontarla con la documentazione esistente e individuare le prime differenze.
Entro giugno 2026
Eseguire una Gap Analysis strutturata per individuare le reali lacune del sistema.
Estate–autunno 2026
Definire un piano d’azione dettagliato, distinguendo tra interventi rapidi e attività più complesse.
Da autunno 2026 in poi
Implementazione graduale, formazione del personale e aggiustamenti progressivi.
Partire a gennaio significa che, tra un anno, molte aziende staranno ancora cercando di capire cosa fare, mentre voi sarete già a metà percorso.
Chi beneficerà di più (e chi dovrà darsi una mossa)
Le organizzazioni che hanno implementato seriamente la ISO 14001:2015, integrandola nel business e recependo l’emendamento 2024, affronteranno una transizione quasi indolore.
Per chi invece ha mantenuto il sistema al minimo indispensabile, questo inizio anno è l’occasione giusta per voltare pagina e costruire un SGA che serva davvero all’azienda, non solo a ottenere un certificato.
Un nuovo anno, una norma più matura
La ISO 14001:2026 sarà più chiara, più integrata e più allineata alle sfide della sostenibilità moderna.
Era attesa perché era necessaria. Ed è in arrivo proprio adesso, mentre stiamo ancora smaltendo le feste.
Tè o caffè alla mano, questo è il momento giusto per partire.
Gennaio è il mese dei buoni propositi, e aggiornare il proprio sistema di gestione ambientale è uno dei migliori con cui far decollare l’anno.
Buon 2026 e buona transizione ISO
Buon anno! La nuova versione sta per arrivare: ecco cosa aspettarsi
Il Capodanno è appena passato, il profumo del panettone aleggia ancora nell’aria e già dobbiamo pensare alla nuova ISO 14001:2026.
Sì: la pubblicazione della norma aggiornata è prevista entro questo trimestre, quindi entro marzo.
Se mentre leggete avete ancora il carbone della Befana sul tavolino, significa che il momento di prepararsi è… adesso.
La buona notizia è che non si tratta di una revisione sistematica come quella del 2015, ma di un aggiornamento mirato, pensato per rispondere alle sfide ambientali attuali.
La notizia meno rassicurante è che, una volta pubblicata la norma, partirà ufficialmente il countdown per la transizione.
Se “sistemare il SGA” era tra i buoni propositi del 2026, complimenti: il tempismo è perfetto.
Le tre modifiche principali alla ISO 14001
Allineamento alla Harmonized Structure aggiornata
La norma si adegua all’ultima versione della struttura comune agli standard ISO dei sistemi di gestione.
Per le aziende con sistemi integrati (ISO 9001, ISO 45001, ISO 27001) questo significa maggiore coerenza e meno ridondanza documentale.
In pratica: un sistema più fluido e meno duplicazioni.
Guidance potenziata nell’Annex A
Le note esplicative diventano più dettagliate e operative.
Meno interpretazioni creative durante gli audit e più uniformità nell’applicazione dei requisiti.
La norma diventa meno criptica e più utilizzabile sul campo.
Cambiamento climatico integrato organicamente
Il requisito introdotto nel novembre 2024, che imponeva di considerare il cambiamento climatico nei capitoli 4.1 e 4.2 della ISO 9001, viene ora incorporato strutturalmente anche nella ISO 14001.
Non è più un requisito “aggiunto”: il clima entra nelle fondamenta del Sistema di Gestione Ambientale.
Tempistiche per prepararsi (spoiler: prima è meglio)
Formalmente, il periodo di transizione sarà di circa tre anni dalla data di pubblicazione.
Sulla carta, questo significherebbe potersi rilassare fino al 2028–2029.
Nella realtà, siamo a gennaio 2026, la norma sta per uscire e chi inizia ora avrà un vantaggio strategico, evitando corse dell’ultimo minuto in fase di rinnovo della certificazione.
Una programmazione efficace
Entro marzo 2026
Leggere la norma ufficiale appena pubblicata. Confrontarla con la documentazione esistente e individuare le prime differenze.
Entro giugno 2026
Eseguire una Gap Analysis strutturata per individuare le reali lacune del sistema.
Estate–autunno 2026
Definire un piano d’azione dettagliato, distinguendo tra interventi rapidi e attività più complesse.
Da autunno 2026 in poi
Implementazione graduale, formazione del personale e aggiustamenti progressivi.
Partire a gennaio significa che, tra un anno, molte aziende staranno ancora cercando di capire cosa fare, mentre voi sarete già a metà percorso.
Chi beneficerà di più (e chi dovrà darsi una mossa)
Le organizzazioni che hanno implementato seriamente la ISO 14001:2015, integrandola nel business e recependo l’emendamento 2024, affronteranno una transizione quasi indolore.
Per chi invece ha mantenuto il sistema al minimo indispensabile, questo inizio anno è l’occasione giusta per voltare pagina e costruire un SGA che serva davvero all’azienda, non solo a ottenere un certificato.
Un nuovo anno, una norma più matura
La ISO 14001:2026 sarà più chiara, più integrata e più allineata alle sfide della sostenibilità moderna.
Era attesa perché era necessaria. Ed è in arrivo proprio adesso, mentre stiamo ancora smaltendo le feste.
Tè o caffè alla mano, questo è il momento giusto per partire.
Gennaio è il mese dei buoni propositi, e aggiornare il proprio sistema di gestione ambientale è uno dei migliori con cui far decollare l’anno.
Buon 2026 e buona transizione ISO
Buon anno! La nuova versione sta per arrivare: ecco cosa aspettarsi
Il Capodanno è appena passato, il profumo del panettone aleggia ancora nell’aria e già dobbiamo pensare alla nuova ISO 14001:2026.
Sì: la pubblicazione della norma aggiornata è prevista entro questo trimestre, quindi entro marzo.
Se mentre leggete avete ancora il carbone della Befana sul tavolino, significa che il momento di prepararsi è… adesso.
La buona notizia è che non si tratta di una revisione sistematica come quella del 2015, ma di un aggiornamento mirato, pensato per rispondere alle sfide ambientali attuali.
La notizia meno rassicurante è che, una volta pubblicata la norma, partirà ufficialmente il countdown per la transizione.
Se “sistemare il SGA” era tra i buoni propositi del 2026, complimenti: il tempismo è perfetto.
Le tre modifiche principali alla ISO 14001
Allineamento alla Harmonized Structure aggiornata
La norma si adegua all’ultima versione della struttura comune agli standard ISO dei sistemi di gestione.
Per le aziende con sistemi integrati (ISO 9001, ISO 45001, ISO 27001) questo significa maggiore coerenza e meno ridondanza documentale.
In pratica: un sistema più fluido e meno duplicazioni.
Guidance potenziata nell’Annex A
Le note esplicative diventano più dettagliate e operative.
Meno interpretazioni creative durante gli audit e più uniformità nell’applicazione dei requisiti.
La norma diventa meno criptica e più utilizzabile sul campo.
Cambiamento climatico integrato organicamente
Il requisito introdotto nel novembre 2024, che imponeva di considerare il cambiamento climatico nei capitoli 4.1 e 4.2 della ISO 9001, viene ora incorporato strutturalmente anche nella ISO 14001.
Non è più un requisito “aggiunto”: il clima entra nelle fondamenta del Sistema di Gestione Ambientale.
Tempistiche per prepararsi (spoiler: prima è meglio)
Formalmente, il periodo di transizione sarà di circa tre anni dalla data di pubblicazione.
Sulla carta, questo significherebbe potersi rilassare fino al 2028–2029.
Nella realtà, siamo a gennaio 2026, la norma sta per uscire e chi inizia ora avrà un vantaggio strategico, evitando corse dell’ultimo minuto in fase di rinnovo della certificazione.
Una programmazione efficace
Entro marzo 2026
Leggere la norma ufficiale appena pubblicata. Confrontarla con la documentazione esistente e individuare le prime differenze.
Entro giugno 2026
Eseguire una Gap Analysis strutturata per individuare le reali lacune del sistema.
Estate–autunno 2026
Definire un piano d’azione dettagliato, distinguendo tra interventi rapidi e attività più complesse.
Da autunno 2026 in poi
Implementazione graduale, formazione del personale e aggiustamenti progressivi.
Partire a gennaio significa che, tra un anno, molte aziende staranno ancora cercando di capire cosa fare, mentre voi sarete già a metà percorso.
Chi beneficerà di più (e chi dovrà darsi una mossa)
Le organizzazioni che hanno implementato seriamente la ISO 14001:2015, integrandola nel business e recependo l’emendamento 2024, affronteranno una transizione quasi indolore.
Per chi invece ha mantenuto il sistema al minimo indispensabile, questo inizio anno è l’occasione giusta per voltare pagina e costruire un SGA che serva davvero all’azienda, non solo a ottenere un certificato.
Un nuovo anno, una norma più matura
La ISO 14001:2026 sarà più chiara, più integrata e più allineata alle sfide della sostenibilità moderna.
Era attesa perché era necessaria. Ed è in arrivo proprio adesso, mentre stiamo ancora smaltendo le feste.
Tè o caffè alla mano, questo è il momento giusto per partire.
Gennaio è il mese dei buoni propositi, e aggiornare il proprio sistema di gestione ambientale è uno dei migliori con cui far decollare l’anno.
Buon 2026 e buona transizione ISO
Buon anno! La nuova versione sta per arrivare: ecco cosa aspettarsi
Il Capodanno è appena passato, il profumo del panettone aleggia ancora nell’aria e già dobbiamo pensare alla nuova ISO 14001:2026.
Sì: la pubblicazione della norma aggiornata è prevista entro questo trimestre, quindi entro marzo.
Se mentre leggete avete ancora il carbone della Befana sul tavolino, significa che il momento di prepararsi è… adesso.
La buona notizia è che non si tratta di una revisione sistematica come quella del 2015, ma di un aggiornamento mirato, pensato per rispondere alle sfide ambientali attuali.
La notizia meno rassicurante è che, una volta pubblicata la norma, partirà ufficialmente il countdown per la transizione.
Se “sistemare il SGA” era tra i buoni propositi del 2026, complimenti: il tempismo è perfetto.
Le tre modifiche principali alla ISO 14001
Allineamento alla Harmonized Structure aggiornata
La norma si adegua all’ultima versione della struttura comune agli standard ISO dei sistemi di gestione.
Per le aziende con sistemi integrati (ISO 9001, ISO 45001, ISO 27001) questo significa maggiore coerenza e meno ridondanza documentale.
In pratica: un sistema più fluido e meno duplicazioni.
Guidance potenziata nell’Annex A
Le note esplicative diventano più dettagliate e operative.
Meno interpretazioni creative durante gli audit e più uniformità nell’applicazione dei requisiti.
La norma diventa meno criptica e più utilizzabile sul campo.
Cambiamento climatico integrato organicamente
Il requisito introdotto nel novembre 2024, che imponeva di considerare il cambiamento climatico nei capitoli 4.1 e 4.2 della ISO 9001, viene ora incorporato strutturalmente anche nella ISO 14001.
Non è più un requisito “aggiunto”: il clima entra nelle fondamenta del Sistema di Gestione Ambientale.
Tempistiche per prepararsi (spoiler: prima è meglio)
Formalmente, il periodo di transizione sarà di circa tre anni dalla data di pubblicazione.
Sulla carta, questo significherebbe potersi rilassare fino al 2028–2029.
Nella realtà, siamo a gennaio 2026, la norma sta per uscire e chi inizia ora avrà un vantaggio strategico, evitando corse dell’ultimo minuto in fase di rinnovo della certificazione.
Una programmazione efficace
Entro marzo 2026
Leggere la norma ufficiale appena pubblicata. Confrontarla con la documentazione esistente e individuare le prime differenze.
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Definire un piano d’azione dettagliato, distinguendo tra interventi rapidi e attività più complesse.
Da autunno 2026 in poi
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Partire a gennaio significa che, tra un anno, molte aziende staranno ancora cercando di capire cosa fare, mentre voi sarete già a metà percorso.
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Le organizzazioni che hanno implementato seriamente la ISO 14001:2015, integrandola nel business e recependo l’emendamento 2024, affronteranno una transizione quasi indolore.
Per chi invece ha mantenuto il sistema al minimo indispensabile, questo inizio anno è l’occasione giusta per voltare pagina e costruire un SGA che serva davvero all’azienda, non solo a ottenere un certificato.
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