ISO 27001

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ISO 9001 vs ISO 27001: a quale dovrebbe dare la priorità la tua azienda nel 2026?

January 13, 2026

Siamo nel 2026, e la vostra azienda sta valutando quali certificazioni implementare. Sul tavolo ci sono due scelte: ISO 9001 (la regina della Qualità) e ISO 27001 (la guardiana della Sicurezza delle Informazioni). Entrambe prestigiose, entrambe strategiche. La domanda che vi fate è: quale scegliere per prima?

Come Lead Auditor e Compliance Specialist di Complaion, ho accompagnato centinaia di aziende nell’affrontare questo dilemma. E la risposta, come in tutte le cose interessanti della vita, è: dipende. Ma non preoccupatevi, vi aiuto a capire quali sono gli elementi cardine soprattutto, come decidere.

I due titani a confronto: chi sono davvero

Prima di entrare nello specifico, facciamo le presentazioni ufficiali dei nostri contendenti.

ISO 9001: il Sistema di Gestione della Qualità che pensa al cliente

ISO 9001 è come il personal trainer dei vostri processi aziendali. Il suo scopo? "Fare le cose bene, sempre meglio, con il cliente al centro." Non è solo una questione di prodotti senza difetti o servizi impeccabili. È un approccio sistemico che trasforma l'intera organizzazione in una macchina efficace e orientata al miglioramento continuo.

Cosa fa concretamente: definisce i requisiti per un Sistema di gestione basato su principi chiari come l'orientamento al cliente, la leadership, l'approccio per processi e - appunto - il miglioramento continuo. Pensate alla ISO 9001 come a una mappa che vi guida nel costruire un'azienda dove ogni processo è documentato, ogni responsabilità è chiara, ogni problema viene analizzato e affrontato in modo strutturato.

I numeri parlano chiaro: con oltre 1,4 milioni di certificazioni nel mondo e l'Italia al secondo posto globale con 101.426 aziende certificate (subito dietro alla Cina), la ISO 9001 è il passaporto internazionale della credibilità aziendale. È la certificazione che clienti e partner si aspettano quando fanno business con voi.

Le novità 2026: la nuova versione ISO 9001:2025, prevista per settembre, porterà un focus ancora maggiore su sostenibilità, digitalizzazione e integrazione con altri sistemi di gestione. Non è una rivoluzione, ma un affinamento che renderà la norma più aderente alle sfide contemporanee.

ISO 27001: il Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni che protegge i dati

ISO 27001 è il blindato che protegge il vostro asset più prezioso: le informazioni. In un'epoca dove i dati valgono più dell'oro e gli attacchi informatici crescono del 27% anno su anno (secondo il Rapporto CLUSIT 2025), questa certificazione è passata da "nice to have" a "questione di sopravvivenza".

Cosa fa concretamente: stabilisce i requisiti per un Sistema di Gestione che protegge dati e informazioni attraverso un approccio basato sul rischio. Non parliamo solo di firewall e antivirus, ma di un sistema completo che copre aspetti tecnici, organizzativi e persino fisici della sicurezza.

La versione attuale: la ISO 27001:2022 ha introdotto controlli più specifici su cybersecurity, threat intelligence, cloud security e protezione dei dati. Ha riorganizzato i 114 controlli della versione precedente in 93 controlli più snelli, aggiungendo focus su tecnologie emergenti come AI, data masking e sicurezza della supply chain digitale.

Il dato che fa riflettere: l'Italia qui è al quinto posto mondiale per numero di certificazioni ISO 27001 (2.424 certificati). Un gap significativo rispetto a Cina, Giappone, Regno Unito e India. Scadenze da tenere a mente: chi ha la certificazione ISO 27001:2013 deve transitare alla versione 2022 entro il 31 ottobre 2025. Se state leggendo questo articolo a gennaio 2026 e avete ancora la vecchia versione... beh, dovete programmare l’adeguamento.

Le differenze che contano davvero

Mettere a confronto ISO 9001 e ISO 27001 è un po' come confrontare un cardiologo con un neurochirurgo: entrambi sono medici eccellenti, ma curano organi diversi.

Focus e ambito di applicazione

ISO 9001 guarda all'intera organizzazione con gli occhi del cliente. Ogni processo viene valutato in base a una domanda: "Questo contribuisce a soddisfare le esigenze del cliente e a migliorare la qualità del prodotto/servizio?" Si disegnano flussi, si mappano interazioni, si ottimizzano performance. È trasversale, sistemica, onnipresente.

ISO 27001 mette al centro la protezione delle informazioni. Identifica gli asset informativi (database clienti, proprietà intellettuale, dati finanziari, email, documenti riservati), valuta le minacce (hacker, ransomware, fughe di dati, accessi non autorizzati), e costruisce un piano di trattamento dei rischi. È specifica, tecnica, mirata.

Esempio pratico: immaginate un'azienda di e-commerce. Con ISO 9001, ottimizza il processo di gestione ordini, garantisce il rispetto dei tempi di consegna, gestisce i reclami efficacemente. Con ISO 27001, protegge i dati delle carte di credito dei clienti, impedisce accessi non autorizzati al database, assicura che il sito non venga bucato da hacker.

Approccio metodologico

Entrambe le norme seguono la High Level  Structure (HLS), quindi hanno la stessa struttura: analisi del contesto, leadership, pianificazione, supporto, attività operative, valutazione delle prestazioni, miglioramento. Questo è il bello: se implementate una, la seconda diventa molto più semplice da implementare perché la struttura è la stessa.

Ma il contenuto è diverso:

ISO 9001 usa il ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act) applicato ai processi di business. Pianifichi come fare un prodotto, lo fai, verifichi se è conforme, migliori il processo. È iterativo, orientato all'eccellenza operativa, focalizzato sulla soddisfazione del cliente.

ISO 27001 usa il ciclo PDCA applicato ai rischi di sicurezza. Identifichi i rischi informativi, implementi controlli di sicurezza, verifichi la loro efficacia, migliori continuamente la postura di sicurezza. È proattivo, orientato alla prevenzione, focalizzato sulla protezione degli asset.

Requisiti pratici e complessità

ISO 9001 richiede di:

  • Mappare i processi aziendali e le loro interazioni

  • Definire obiettivi di qualità misurabili

  • Qualificare fornitori e partner

  • Documentare procedure e istruzioni operative

  • Condurre audit interni e riesami della direzione

  • Gestire non conformità e azioni correttive

È un lavoro organizzativo intenso ma concettualmente lineare. Se la vostra azienda è già ben strutturata, sono attività nelle quali facilmente vi riconoscete.

ISO 27001 richiede di:

  • Identificare e valorizzare tutti gli asset informativi

  • Condurre un risk assessment completo sulla sicurezza

  • Implementare 93 controlli di sicurezza (o giustificare perché non applicarli)

  • Gestire incidenti di sicurezza con piani di risposta

  • Formare tutto il personale sui temi di security

  • Mantenere aggiornata una Dichiarazione di Applicabilità (SoA)

È tecnicamente più complesso e richiede competenze specialistiche in cybersecurity, compliance normativa (GDPR, NIS2, DORA), e gestione dei rischi informatici.

Quando scegliere ISO 9001 come priorità

Ci sono situazioni in cui ISO 9001 è la scelta naturale, quasi obbligata.

Scenario 1: Vendete B2B e i vostri clienti la richiedono

Se operate nel B2B, specialmente con grandi aziende o la pubblica amministrazione, la ISO 9001 è spesso un requisito contrattuale o preferenziale. Non è questione di "se" certificarsi, ma di "quando". I bandi pubblici spesso assegnano punteggi extra alle aziende certificate. I buyer di grandi gruppi la includono nei criteri di selezione dei fornitori o nelle linee guida dei bandi di gara.

Esempio reale: un'azienda di componenti industriali che vuole fornire un grande player automotive. Senza ISO 9001, non passa nemmeno la prima selezione.

Scenario 2: I vostri processi non sono strutturati

Se nella vostra azienda si naviga a vista -  procedure non scritte, responsabilità poco chiare, problemi di qualità ricorrenti, reclami clienti frequenti - allora ISO 9001 è ciò che vi serve. Segnali d'allarme: "Quella cosa la fa solo Mario, se si ammala siamo bloccati", "Non sappiamo perché quel prodotto a volte esce difettoso", "Ogni volta reinventiamo la ruota". Suonano familiari? la ISO 9001 fa al caso vostro..

Scenario 3: Volete migliorare efficienza operativa e ridurre sprechi

ISO 9001 non è solo burocrazia. È uno strumento potentissimo per ottimizzare. Mappando i processi, identificate colli di bottiglia, ridondanze, sprechi. Misurando le performance, individuatedove intervenire. È lean thinking applicato con metodo.

ROI tangibile: riduzione scarti di produzione, diminuzione tempi di lavorazione, calo dei reclami, aumento della produttività. Non sono promesse da brochure, sono risultati documentati in migliaia di aziende certificate.

Scenario 4: Operate in settori manifatturieri, di servizi tradizionali o logistica

Se producete beni fisici, fornite servizi professionali, gestite magazzini e trasporti, ISO 9001 è il riferimento naturale del vostro settore. È la lingua franca della qualità che tutti conoscono e riconoscono.

Quando scegliere ISO 27001 come priorità

Ma ci sono altrettanti casi in cui ISO 27001 dovrebbe passare davanti in graduatoria.

Scenario 1: Gestite dati sensibili (GDPR, HIPAA, dati finanziari)

Se la vostra azienda tratta dati personali su larga scala, informazioni sanitarie, dati finanziari o proprietà intellettuale di valore, la ISO 27001 non è opzionale. È la struttura portante della vostra compliance.

Settori ad alta priorità: sanità digitale, fintech, e-commerce, SaaS, studi professionali (commercialisti, avvocati), aziende che gestiscono HR outsourcing, marketing agency che trattano database clienti.

Bonus: la ISO 27001 vi aiuta a dimostrare conformità al GDPR. Non è sostitutiva - serve comunque l'impalcatura privacy - ma è complementare e rafforza enormemente la vostra postura di protezione dati.

Scenario 2: Siete un fornitore di servizi IT, cloud, software

Se sviluppate software, gestite infrastrutture cloud, fornite servizi IT, la ISO 27001 è il vostro badge di credibilità. I vostri clienti vi affidano i loro dati più preziosi: devono sapere che siete all'altezza.

Caso reale: una software house che sviluppa gestionali per PMI. Senza la ISO 27001, perde contratti con clienti che devono rispettare normative stringenti. Con la ISO 27001, diventa il partner di fiducia e potrebbe applicare un premium price.

Scenario 3: Avete subito o temete attacchi informatici

L'Italia è il terzo paese più colpito al mondo per ransomware. Se avete già subito un attacco, sapete quanto costa (in media 3,23 milioni di euro per una violazione dati secondo Ponemon). Se non l'avete ancora subito, è meglio prevenire.

Prevenire costa meno che curare: implementare la ISO 27001 è un investimento, ma è infinitamente meno costoso di un data breach che ferma l'azienda per giorni, richiede notifiche ai clienti, porta sanzioni GDPR e mina la reputazione aziendale.

Scenario 4: Volete accedere a mercati regolamentati o esteri

Alcuni settori e mercati richiedono esplicitamente la ISO 27001. Fornitori di servizi finanziari (direttiva DORA), operatori di servizi essenziali (direttiva NIS2), aziende che lavorano con il settore pubblico europeo e partner di multinazionali con policy di security rigorose.

Vantaggio competitivo: in Italia sono ancora poche le aziende ad aver adottato un sistema ISO 27001. Certificarsi ora significa posizionamento rispetto alla concorrenza, proprio mentre le normative diventano più stringenti.

La terza via: perché non entrambe (ma con strategia)

Ecco il segreto che pochi vi dicono: ISO 9001 e ISO 27001 non solo possono coesistere, ma si rafforzano a vicenda. Grazie alla HLSe comune, integrare i due sistemi è molto più semplice di quanto sembri.

I benefici dell'integrazione

Documentazione unificata: un'unica gestione documentale per entrambi i sistemi. Procedure che coprono sia aspetti di qualità che di sicurezza. Meno carta (virtuale), più efficienza.

Audit integrati: invece di due audit separati che interrompono le attività quotidiane due volte, un unico audit integrato che verifica entrambi i sistemi. Risparmio di tempo, monetario e di stress.

Cultura aziendale coesa: quando qualità e sicurezza diventano due facce della stessa medaglia, l'azienda sviluppa una cultura di eccellenza complessiva. Non "facciamo qualità" e separatamente "facciamo sicurezza", ma "facciamo le cose bene e in modo sicuro" come approccio unificato.

Visione olistica del rischio: i rischi per la qualità e i rischi per la sicurezza vengono gestiti con lo stesso framework. Un fornitore inaffidabile impatta sia la qualità del prodotto che la sicurezza dei dati. Un processo mal progettato crea sia difetti che vulnerabilità.

Il percorso che suggeriamo: priorità sequenziali

Se le risorse non permettono di fare tutto insieme (caso più comune nelle PMI), vi suggeriamo di:

Anno 1: Implementate la certificazione più urgente per il vostro business (seguendo i criteri sopra). Costruite le fondamenta: analisi del contesto, politiche, responsabilità, gestione documentale.

Anno 2: Mentre mantenete la prima certificazione, iniziate a lavorare sulla seconda. Il 30-40% del lavoro è già fatto grazie alla struttura comune HLS. Aggiungete i requisiti specifici mancanti.

Anno 3: Sistema integrato a pieno regime. Un'unica analisi del contesto, un'unica valutazione dei rischi (con prospettive diverse), processi che incorporano naturalmente sia requisiti di qualità che di sicurezza.

Il nostro test: come decidere

Fate questo esercizio. Per ogni domanda, assegnate un punteggio da 1 a 5 (1 = per nulla, 5 = moltissimo).

Blocco ISO 9001:

  1. I vostri clienti richiedono esplicitamente la ISO 9001? 

  2. Partecipate a bandi pubblici o gare d'appalto? 

  3. I vostri processi hanno problemi di efficienza o qualità? 

  4. La soddisfazione cliente è una vostra priorità misurabile? 

  5. Operate in settori manifatturieri o di servizi tradizionali? 

Blocco ISO 27001:

  1. Gestite grandi quantità di dati sensibili o personali? 

  2. Siete o volete diventare fornitori di servizi IT/cloud/software? 

  3. Avete subito o temete seriamente attacchi informatici? 

  4. Dovete dimostrare conformità a GDPR, NIS2, DORA? 

I vostri clienti chiedono garanzie specifiche sulla sicurezza dati? 

Conclusione: la decisione è vostra (ma ora più informata)

Siamo arrivati al dunque. ISO 9001 o ISO 27001 per prima? La risposta dipende da:

  •  Il vostro settore di riferimento e clientela

    • B2B manifatturiero → ISO 9001 

    • IT e servizi digitali → ISO 27001

  •  I vostri problemi attuali

    • Caos organizzativo → ISO 9001 

    • Vulnerabilità cyber → ISO 27001

  •  Le vostre priorità strategiche

    • Eccellenza operativa → ISO 9001

    • Protezione dati e compliance → ISO 27001

  •  Le vostre risorse

    • Budget limitato → prioritizzate

    • Budget adeguato → integrate

Il consiglio finale che do sempre ai miei clienti: non vedete le certificazioni come traguardi fine a sé stessi, ma come strumenti strategici. La ISO 9001 vi rende più efficienti e competitivi. La ISO 27001 vi rende più sicuri e affidabili. Entrambe vi danno controllo, struttura, e vi rendono pronti ad affrontare le sfide di business del futuro.

Nel 2026, con la ISO 9001:2025 in arrivo a settembre e la ISO 27001:2022, ormai standard consolidato, non c'è momento migliore per muoversi. Le norme sono mature, le metodologie consolidate, gli organismi di certificazione mettono a disposizione auditor esperti.

In Complaion accompagniamo le aziende in entrambi i percorsi, sia singolarmente che in modo integrato. Perché la scelta giusta non è quale certificazione fare, ma come farla nel modo che serve davvero al vostro business.

E ricordate: qualità e sicurezza non sono costi, sono investimenti. E gli investimenti migliori sono quelli che proteggono e fanno crescere ciò che avete costruito.

Marco Cortnovis
Co-Founder - Complaion
Lead Auditor, ISO 27001

P.S. - Se dopo questo articolo vi state chiedendo "ok, ma nel nostro caso specifico cosa conviene?", è esattamente la domanda giusta. Contattateci per una consulenza personalizzata.

Siamo nel 2026, e la vostra azienda sta valutando quali certificazioni implementare. Sul tavolo ci sono due scelte: ISO 9001 (la regina della Qualità) e ISO 27001 (la guardiana della Sicurezza delle Informazioni). Entrambe prestigiose, entrambe strategiche. La domanda che vi fate è: quale scegliere per prima?

Come Lead Auditor e Compliance Specialist di Complaion, ho accompagnato centinaia di aziende nell’affrontare questo dilemma. E la risposta, come in tutte le cose interessanti della vita, è: dipende. Ma non preoccupatevi, vi aiuto a capire quali sono gli elementi cardine soprattutto, come decidere.

I due titani a confronto: chi sono davvero

Prima di entrare nello specifico, facciamo le presentazioni ufficiali dei nostri contendenti.

ISO 9001: il Sistema di Gestione della Qualità che pensa al cliente

ISO 9001 è come il personal trainer dei vostri processi aziendali. Il suo scopo? "Fare le cose bene, sempre meglio, con il cliente al centro." Non è solo una questione di prodotti senza difetti o servizi impeccabili. È un approccio sistemico che trasforma l'intera organizzazione in una macchina efficace e orientata al miglioramento continuo.

Cosa fa concretamente: definisce i requisiti per un Sistema di gestione basato su principi chiari come l'orientamento al cliente, la leadership, l'approccio per processi e - appunto - il miglioramento continuo. Pensate alla ISO 9001 come a una mappa che vi guida nel costruire un'azienda dove ogni processo è documentato, ogni responsabilità è chiara, ogni problema viene analizzato e affrontato in modo strutturato.

I numeri parlano chiaro: con oltre 1,4 milioni di certificazioni nel mondo e l'Italia al secondo posto globale con 101.426 aziende certificate (subito dietro alla Cina), la ISO 9001 è il passaporto internazionale della credibilità aziendale. È la certificazione che clienti e partner si aspettano quando fanno business con voi.

Le novità 2026: la nuova versione ISO 9001:2025, prevista per settembre, porterà un focus ancora maggiore su sostenibilità, digitalizzazione e integrazione con altri sistemi di gestione. Non è una rivoluzione, ma un affinamento che renderà la norma più aderente alle sfide contemporanee.

ISO 27001: il Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni che protegge i dati

ISO 27001 è il blindato che protegge il vostro asset più prezioso: le informazioni. In un'epoca dove i dati valgono più dell'oro e gli attacchi informatici crescono del 27% anno su anno (secondo il Rapporto CLUSIT 2025), questa certificazione è passata da "nice to have" a "questione di sopravvivenza".

Cosa fa concretamente: stabilisce i requisiti per un Sistema di Gestione che protegge dati e informazioni attraverso un approccio basato sul rischio. Non parliamo solo di firewall e antivirus, ma di un sistema completo che copre aspetti tecnici, organizzativi e persino fisici della sicurezza.

La versione attuale: la ISO 27001:2022 ha introdotto controlli più specifici su cybersecurity, threat intelligence, cloud security e protezione dei dati. Ha riorganizzato i 114 controlli della versione precedente in 93 controlli più snelli, aggiungendo focus su tecnologie emergenti come AI, data masking e sicurezza della supply chain digitale.

Il dato che fa riflettere: l'Italia qui è al quinto posto mondiale per numero di certificazioni ISO 27001 (2.424 certificati). Un gap significativo rispetto a Cina, Giappone, Regno Unito e India. Scadenze da tenere a mente: chi ha la certificazione ISO 27001:2013 deve transitare alla versione 2022 entro il 31 ottobre 2025. Se state leggendo questo articolo a gennaio 2026 e avete ancora la vecchia versione... beh, dovete programmare l’adeguamento.

Le differenze che contano davvero

Mettere a confronto ISO 9001 e ISO 27001 è un po' come confrontare un cardiologo con un neurochirurgo: entrambi sono medici eccellenti, ma curano organi diversi.

Focus e ambito di applicazione

ISO 9001 guarda all'intera organizzazione con gli occhi del cliente. Ogni processo viene valutato in base a una domanda: "Questo contribuisce a soddisfare le esigenze del cliente e a migliorare la qualità del prodotto/servizio?" Si disegnano flussi, si mappano interazioni, si ottimizzano performance. È trasversale, sistemica, onnipresente.

ISO 27001 mette al centro la protezione delle informazioni. Identifica gli asset informativi (database clienti, proprietà intellettuale, dati finanziari, email, documenti riservati), valuta le minacce (hacker, ransomware, fughe di dati, accessi non autorizzati), e costruisce un piano di trattamento dei rischi. È specifica, tecnica, mirata.

Esempio pratico: immaginate un'azienda di e-commerce. Con ISO 9001, ottimizza il processo di gestione ordini, garantisce il rispetto dei tempi di consegna, gestisce i reclami efficacemente. Con ISO 27001, protegge i dati delle carte di credito dei clienti, impedisce accessi non autorizzati al database, assicura che il sito non venga bucato da hacker.

Approccio metodologico

Entrambe le norme seguono la High Level  Structure (HLS), quindi hanno la stessa struttura: analisi del contesto, leadership, pianificazione, supporto, attività operative, valutazione delle prestazioni, miglioramento. Questo è il bello: se implementate una, la seconda diventa molto più semplice da implementare perché la struttura è la stessa.

Ma il contenuto è diverso:

ISO 9001 usa il ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act) applicato ai processi di business. Pianifichi come fare un prodotto, lo fai, verifichi se è conforme, migliori il processo. È iterativo, orientato all'eccellenza operativa, focalizzato sulla soddisfazione del cliente.

ISO 27001 usa il ciclo PDCA applicato ai rischi di sicurezza. Identifichi i rischi informativi, implementi controlli di sicurezza, verifichi la loro efficacia, migliori continuamente la postura di sicurezza. È proattivo, orientato alla prevenzione, focalizzato sulla protezione degli asset.

Requisiti pratici e complessità

ISO 9001 richiede di:

  • Mappare i processi aziendali e le loro interazioni

  • Definire obiettivi di qualità misurabili

  • Qualificare fornitori e partner

  • Documentare procedure e istruzioni operative

  • Condurre audit interni e riesami della direzione

  • Gestire non conformità e azioni correttive

È un lavoro organizzativo intenso ma concettualmente lineare. Se la vostra azienda è già ben strutturata, sono attività nelle quali facilmente vi riconoscete.

ISO 27001 richiede di:

  • Identificare e valorizzare tutti gli asset informativi

  • Condurre un risk assessment completo sulla sicurezza

  • Implementare 93 controlli di sicurezza (o giustificare perché non applicarli)

  • Gestire incidenti di sicurezza con piani di risposta

  • Formare tutto il personale sui temi di security

  • Mantenere aggiornata una Dichiarazione di Applicabilità (SoA)

È tecnicamente più complesso e richiede competenze specialistiche in cybersecurity, compliance normativa (GDPR, NIS2, DORA), e gestione dei rischi informatici.

Quando scegliere ISO 9001 come priorità

Ci sono situazioni in cui ISO 9001 è la scelta naturale, quasi obbligata.

Scenario 1: Vendete B2B e i vostri clienti la richiedono

Se operate nel B2B, specialmente con grandi aziende o la pubblica amministrazione, la ISO 9001 è spesso un requisito contrattuale o preferenziale. Non è questione di "se" certificarsi, ma di "quando". I bandi pubblici spesso assegnano punteggi extra alle aziende certificate. I buyer di grandi gruppi la includono nei criteri di selezione dei fornitori o nelle linee guida dei bandi di gara.

Esempio reale: un'azienda di componenti industriali che vuole fornire un grande player automotive. Senza ISO 9001, non passa nemmeno la prima selezione.

Scenario 2: I vostri processi non sono strutturati

Se nella vostra azienda si naviga a vista -  procedure non scritte, responsabilità poco chiare, problemi di qualità ricorrenti, reclami clienti frequenti - allora ISO 9001 è ciò che vi serve. Segnali d'allarme: "Quella cosa la fa solo Mario, se si ammala siamo bloccati", "Non sappiamo perché quel prodotto a volte esce difettoso", "Ogni volta reinventiamo la ruota". Suonano familiari? la ISO 9001 fa al caso vostro..

Scenario 3: Volete migliorare efficienza operativa e ridurre sprechi

ISO 9001 non è solo burocrazia. È uno strumento potentissimo per ottimizzare. Mappando i processi, identificate colli di bottiglia, ridondanze, sprechi. Misurando le performance, individuatedove intervenire. È lean thinking applicato con metodo.

ROI tangibile: riduzione scarti di produzione, diminuzione tempi di lavorazione, calo dei reclami, aumento della produttività. Non sono promesse da brochure, sono risultati documentati in migliaia di aziende certificate.

Scenario 4: Operate in settori manifatturieri, di servizi tradizionali o logistica

Se producete beni fisici, fornite servizi professionali, gestite magazzini e trasporti, ISO 9001 è il riferimento naturale del vostro settore. È la lingua franca della qualità che tutti conoscono e riconoscono.

Quando scegliere ISO 27001 come priorità

Ma ci sono altrettanti casi in cui ISO 27001 dovrebbe passare davanti in graduatoria.

Scenario 1: Gestite dati sensibili (GDPR, HIPAA, dati finanziari)

Se la vostra azienda tratta dati personali su larga scala, informazioni sanitarie, dati finanziari o proprietà intellettuale di valore, la ISO 27001 non è opzionale. È la struttura portante della vostra compliance.

Settori ad alta priorità: sanità digitale, fintech, e-commerce, SaaS, studi professionali (commercialisti, avvocati), aziende che gestiscono HR outsourcing, marketing agency che trattano database clienti.

Bonus: la ISO 27001 vi aiuta a dimostrare conformità al GDPR. Non è sostitutiva - serve comunque l'impalcatura privacy - ma è complementare e rafforza enormemente la vostra postura di protezione dati.

Scenario 2: Siete un fornitore di servizi IT, cloud, software

Se sviluppate software, gestite infrastrutture cloud, fornite servizi IT, la ISO 27001 è il vostro badge di credibilità. I vostri clienti vi affidano i loro dati più preziosi: devono sapere che siete all'altezza.

Caso reale: una software house che sviluppa gestionali per PMI. Senza la ISO 27001, perde contratti con clienti che devono rispettare normative stringenti. Con la ISO 27001, diventa il partner di fiducia e potrebbe applicare un premium price.

Scenario 3: Avete subito o temete attacchi informatici

L'Italia è il terzo paese più colpito al mondo per ransomware. Se avete già subito un attacco, sapete quanto costa (in media 3,23 milioni di euro per una violazione dati secondo Ponemon). Se non l'avete ancora subito, è meglio prevenire.

Prevenire costa meno che curare: implementare la ISO 27001 è un investimento, ma è infinitamente meno costoso di un data breach che ferma l'azienda per giorni, richiede notifiche ai clienti, porta sanzioni GDPR e mina la reputazione aziendale.

Scenario 4: Volete accedere a mercati regolamentati o esteri

Alcuni settori e mercati richiedono esplicitamente la ISO 27001. Fornitori di servizi finanziari (direttiva DORA), operatori di servizi essenziali (direttiva NIS2), aziende che lavorano con il settore pubblico europeo e partner di multinazionali con policy di security rigorose.

Vantaggio competitivo: in Italia sono ancora poche le aziende ad aver adottato un sistema ISO 27001. Certificarsi ora significa posizionamento rispetto alla concorrenza, proprio mentre le normative diventano più stringenti.

La terza via: perché non entrambe (ma con strategia)

Ecco il segreto che pochi vi dicono: ISO 9001 e ISO 27001 non solo possono coesistere, ma si rafforzano a vicenda. Grazie alla HLSe comune, integrare i due sistemi è molto più semplice di quanto sembri.

I benefici dell'integrazione

Documentazione unificata: un'unica gestione documentale per entrambi i sistemi. Procedure che coprono sia aspetti di qualità che di sicurezza. Meno carta (virtuale), più efficienza.

Audit integrati: invece di due audit separati che interrompono le attività quotidiane due volte, un unico audit integrato che verifica entrambi i sistemi. Risparmio di tempo, monetario e di stress.

Cultura aziendale coesa: quando qualità e sicurezza diventano due facce della stessa medaglia, l'azienda sviluppa una cultura di eccellenza complessiva. Non "facciamo qualità" e separatamente "facciamo sicurezza", ma "facciamo le cose bene e in modo sicuro" come approccio unificato.

Visione olistica del rischio: i rischi per la qualità e i rischi per la sicurezza vengono gestiti con lo stesso framework. Un fornitore inaffidabile impatta sia la qualità del prodotto che la sicurezza dei dati. Un processo mal progettato crea sia difetti che vulnerabilità.

Il percorso che suggeriamo: priorità sequenziali

Se le risorse non permettono di fare tutto insieme (caso più comune nelle PMI), vi suggeriamo di:

Anno 1: Implementate la certificazione più urgente per il vostro business (seguendo i criteri sopra). Costruite le fondamenta: analisi del contesto, politiche, responsabilità, gestione documentale.

Anno 2: Mentre mantenete la prima certificazione, iniziate a lavorare sulla seconda. Il 30-40% del lavoro è già fatto grazie alla struttura comune HLS. Aggiungete i requisiti specifici mancanti.

Anno 3: Sistema integrato a pieno regime. Un'unica analisi del contesto, un'unica valutazione dei rischi (con prospettive diverse), processi che incorporano naturalmente sia requisiti di qualità che di sicurezza.

Il nostro test: come decidere

Fate questo esercizio. Per ogni domanda, assegnate un punteggio da 1 a 5 (1 = per nulla, 5 = moltissimo).

Blocco ISO 9001:

  1. I vostri clienti richiedono esplicitamente la ISO 9001? 

  2. Partecipate a bandi pubblici o gare d'appalto? 

  3. I vostri processi hanno problemi di efficienza o qualità? 

  4. La soddisfazione cliente è una vostra priorità misurabile? 

  5. Operate in settori manifatturieri o di servizi tradizionali? 

Blocco ISO 27001:

  1. Gestite grandi quantità di dati sensibili o personali? 

  2. Siete o volete diventare fornitori di servizi IT/cloud/software? 

  3. Avete subito o temete seriamente attacchi informatici? 

  4. Dovete dimostrare conformità a GDPR, NIS2, DORA? 

I vostri clienti chiedono garanzie specifiche sulla sicurezza dati? 

Conclusione: la decisione è vostra (ma ora più informata)

Siamo arrivati al dunque. ISO 9001 o ISO 27001 per prima? La risposta dipende da:

  •  Il vostro settore di riferimento e clientela

    • B2B manifatturiero → ISO 9001 

    • IT e servizi digitali → ISO 27001

  •  I vostri problemi attuali

    • Caos organizzativo → ISO 9001 

    • Vulnerabilità cyber → ISO 27001

  •  Le vostre priorità strategiche

    • Eccellenza operativa → ISO 9001

    • Protezione dati e compliance → ISO 27001

  •  Le vostre risorse

    • Budget limitato → prioritizzate

    • Budget adeguato → integrate

Il consiglio finale che do sempre ai miei clienti: non vedete le certificazioni come traguardi fine a sé stessi, ma come strumenti strategici. La ISO 9001 vi rende più efficienti e competitivi. La ISO 27001 vi rende più sicuri e affidabili. Entrambe vi danno controllo, struttura, e vi rendono pronti ad affrontare le sfide di business del futuro.

Nel 2026, con la ISO 9001:2025 in arrivo a settembre e la ISO 27001:2022, ormai standard consolidato, non c'è momento migliore per muoversi. Le norme sono mature, le metodologie consolidate, gli organismi di certificazione mettono a disposizione auditor esperti.

In Complaion accompagniamo le aziende in entrambi i percorsi, sia singolarmente che in modo integrato. Perché la scelta giusta non è quale certificazione fare, ma come farla nel modo che serve davvero al vostro business.

E ricordate: qualità e sicurezza non sono costi, sono investimenti. E gli investimenti migliori sono quelli che proteggono e fanno crescere ciò che avete costruito.

Marco Cortnovis
Co-Founder - Complaion
Lead Auditor, ISO 27001

P.S. - Se dopo questo articolo vi state chiedendo "ok, ma nel nostro caso specifico cosa conviene?", è esattamente la domanda giusta. Contattateci per una consulenza personalizzata.

Siamo nel 2026, e la vostra azienda sta valutando quali certificazioni implementare. Sul tavolo ci sono due scelte: ISO 9001 (la regina della Qualità) e ISO 27001 (la guardiana della Sicurezza delle Informazioni). Entrambe prestigiose, entrambe strategiche. La domanda che vi fate è: quale scegliere per prima?

Come Lead Auditor e Compliance Specialist di Complaion, ho accompagnato centinaia di aziende nell’affrontare questo dilemma. E la risposta, come in tutte le cose interessanti della vita, è: dipende. Ma non preoccupatevi, vi aiuto a capire quali sono gli elementi cardine soprattutto, come decidere.

I due titani a confronto: chi sono davvero

Prima di entrare nello specifico, facciamo le presentazioni ufficiali dei nostri contendenti.

ISO 9001: il Sistema di Gestione della Qualità che pensa al cliente

ISO 9001 è come il personal trainer dei vostri processi aziendali. Il suo scopo? "Fare le cose bene, sempre meglio, con il cliente al centro." Non è solo una questione di prodotti senza difetti o servizi impeccabili. È un approccio sistemico che trasforma l'intera organizzazione in una macchina efficace e orientata al miglioramento continuo.

Cosa fa concretamente: definisce i requisiti per un Sistema di gestione basato su principi chiari come l'orientamento al cliente, la leadership, l'approccio per processi e - appunto - il miglioramento continuo. Pensate alla ISO 9001 come a una mappa che vi guida nel costruire un'azienda dove ogni processo è documentato, ogni responsabilità è chiara, ogni problema viene analizzato e affrontato in modo strutturato.

I numeri parlano chiaro: con oltre 1,4 milioni di certificazioni nel mondo e l'Italia al secondo posto globale con 101.426 aziende certificate (subito dietro alla Cina), la ISO 9001 è il passaporto internazionale della credibilità aziendale. È la certificazione che clienti e partner si aspettano quando fanno business con voi.

Le novità 2026: la nuova versione ISO 9001:2025, prevista per settembre, porterà un focus ancora maggiore su sostenibilità, digitalizzazione e integrazione con altri sistemi di gestione. Non è una rivoluzione, ma un affinamento che renderà la norma più aderente alle sfide contemporanee.

ISO 27001: il Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni che protegge i dati

ISO 27001 è il blindato che protegge il vostro asset più prezioso: le informazioni. In un'epoca dove i dati valgono più dell'oro e gli attacchi informatici crescono del 27% anno su anno (secondo il Rapporto CLUSIT 2025), questa certificazione è passata da "nice to have" a "questione di sopravvivenza".

Cosa fa concretamente: stabilisce i requisiti per un Sistema di Gestione che protegge dati e informazioni attraverso un approccio basato sul rischio. Non parliamo solo di firewall e antivirus, ma di un sistema completo che copre aspetti tecnici, organizzativi e persino fisici della sicurezza.

La versione attuale: la ISO 27001:2022 ha introdotto controlli più specifici su cybersecurity, threat intelligence, cloud security e protezione dei dati. Ha riorganizzato i 114 controlli della versione precedente in 93 controlli più snelli, aggiungendo focus su tecnologie emergenti come AI, data masking e sicurezza della supply chain digitale.

Il dato che fa riflettere: l'Italia qui è al quinto posto mondiale per numero di certificazioni ISO 27001 (2.424 certificati). Un gap significativo rispetto a Cina, Giappone, Regno Unito e India. Scadenze da tenere a mente: chi ha la certificazione ISO 27001:2013 deve transitare alla versione 2022 entro il 31 ottobre 2025. Se state leggendo questo articolo a gennaio 2026 e avete ancora la vecchia versione... beh, dovete programmare l’adeguamento.

Le differenze che contano davvero

Mettere a confronto ISO 9001 e ISO 27001 è un po' come confrontare un cardiologo con un neurochirurgo: entrambi sono medici eccellenti, ma curano organi diversi.

Focus e ambito di applicazione

ISO 9001 guarda all'intera organizzazione con gli occhi del cliente. Ogni processo viene valutato in base a una domanda: "Questo contribuisce a soddisfare le esigenze del cliente e a migliorare la qualità del prodotto/servizio?" Si disegnano flussi, si mappano interazioni, si ottimizzano performance. È trasversale, sistemica, onnipresente.

ISO 27001 mette al centro la protezione delle informazioni. Identifica gli asset informativi (database clienti, proprietà intellettuale, dati finanziari, email, documenti riservati), valuta le minacce (hacker, ransomware, fughe di dati, accessi non autorizzati), e costruisce un piano di trattamento dei rischi. È specifica, tecnica, mirata.

Esempio pratico: immaginate un'azienda di e-commerce. Con ISO 9001, ottimizza il processo di gestione ordini, garantisce il rispetto dei tempi di consegna, gestisce i reclami efficacemente. Con ISO 27001, protegge i dati delle carte di credito dei clienti, impedisce accessi non autorizzati al database, assicura che il sito non venga bucato da hacker.

Approccio metodologico

Entrambe le norme seguono la High Level  Structure (HLS), quindi hanno la stessa struttura: analisi del contesto, leadership, pianificazione, supporto, attività operative, valutazione delle prestazioni, miglioramento. Questo è il bello: se implementate una, la seconda diventa molto più semplice da implementare perché la struttura è la stessa.

Ma il contenuto è diverso:

ISO 9001 usa il ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act) applicato ai processi di business. Pianifichi come fare un prodotto, lo fai, verifichi se è conforme, migliori il processo. È iterativo, orientato all'eccellenza operativa, focalizzato sulla soddisfazione del cliente.

ISO 27001 usa il ciclo PDCA applicato ai rischi di sicurezza. Identifichi i rischi informativi, implementi controlli di sicurezza, verifichi la loro efficacia, migliori continuamente la postura di sicurezza. È proattivo, orientato alla prevenzione, focalizzato sulla protezione degli asset.

Requisiti pratici e complessità

ISO 9001 richiede di:

  • Mappare i processi aziendali e le loro interazioni

  • Definire obiettivi di qualità misurabili

  • Qualificare fornitori e partner

  • Documentare procedure e istruzioni operative

  • Condurre audit interni e riesami della direzione

  • Gestire non conformità e azioni correttive

È un lavoro organizzativo intenso ma concettualmente lineare. Se la vostra azienda è già ben strutturata, sono attività nelle quali facilmente vi riconoscete.

ISO 27001 richiede di:

  • Identificare e valorizzare tutti gli asset informativi

  • Condurre un risk assessment completo sulla sicurezza

  • Implementare 93 controlli di sicurezza (o giustificare perché non applicarli)

  • Gestire incidenti di sicurezza con piani di risposta

  • Formare tutto il personale sui temi di security

  • Mantenere aggiornata una Dichiarazione di Applicabilità (SoA)

È tecnicamente più complesso e richiede competenze specialistiche in cybersecurity, compliance normativa (GDPR, NIS2, DORA), e gestione dei rischi informatici.

Quando scegliere ISO 9001 come priorità

Ci sono situazioni in cui ISO 9001 è la scelta naturale, quasi obbligata.

Scenario 1: Vendete B2B e i vostri clienti la richiedono

Se operate nel B2B, specialmente con grandi aziende o la pubblica amministrazione, la ISO 9001 è spesso un requisito contrattuale o preferenziale. Non è questione di "se" certificarsi, ma di "quando". I bandi pubblici spesso assegnano punteggi extra alle aziende certificate. I buyer di grandi gruppi la includono nei criteri di selezione dei fornitori o nelle linee guida dei bandi di gara.

Esempio reale: un'azienda di componenti industriali che vuole fornire un grande player automotive. Senza ISO 9001, non passa nemmeno la prima selezione.

Scenario 2: I vostri processi non sono strutturati

Se nella vostra azienda si naviga a vista -  procedure non scritte, responsabilità poco chiare, problemi di qualità ricorrenti, reclami clienti frequenti - allora ISO 9001 è ciò che vi serve. Segnali d'allarme: "Quella cosa la fa solo Mario, se si ammala siamo bloccati", "Non sappiamo perché quel prodotto a volte esce difettoso", "Ogni volta reinventiamo la ruota". Suonano familiari? la ISO 9001 fa al caso vostro..

Scenario 3: Volete migliorare efficienza operativa e ridurre sprechi

ISO 9001 non è solo burocrazia. È uno strumento potentissimo per ottimizzare. Mappando i processi, identificate colli di bottiglia, ridondanze, sprechi. Misurando le performance, individuatedove intervenire. È lean thinking applicato con metodo.

ROI tangibile: riduzione scarti di produzione, diminuzione tempi di lavorazione, calo dei reclami, aumento della produttività. Non sono promesse da brochure, sono risultati documentati in migliaia di aziende certificate.

Scenario 4: Operate in settori manifatturieri, di servizi tradizionali o logistica

Se producete beni fisici, fornite servizi professionali, gestite magazzini e trasporti, ISO 9001 è il riferimento naturale del vostro settore. È la lingua franca della qualità che tutti conoscono e riconoscono.

Quando scegliere ISO 27001 come priorità

Ma ci sono altrettanti casi in cui ISO 27001 dovrebbe passare davanti in graduatoria.

Scenario 1: Gestite dati sensibili (GDPR, HIPAA, dati finanziari)

Se la vostra azienda tratta dati personali su larga scala, informazioni sanitarie, dati finanziari o proprietà intellettuale di valore, la ISO 27001 non è opzionale. È la struttura portante della vostra compliance.

Settori ad alta priorità: sanità digitale, fintech, e-commerce, SaaS, studi professionali (commercialisti, avvocati), aziende che gestiscono HR outsourcing, marketing agency che trattano database clienti.

Bonus: la ISO 27001 vi aiuta a dimostrare conformità al GDPR. Non è sostitutiva - serve comunque l'impalcatura privacy - ma è complementare e rafforza enormemente la vostra postura di protezione dati.

Scenario 2: Siete un fornitore di servizi IT, cloud, software

Se sviluppate software, gestite infrastrutture cloud, fornite servizi IT, la ISO 27001 è il vostro badge di credibilità. I vostri clienti vi affidano i loro dati più preziosi: devono sapere che siete all'altezza.

Caso reale: una software house che sviluppa gestionali per PMI. Senza la ISO 27001, perde contratti con clienti che devono rispettare normative stringenti. Con la ISO 27001, diventa il partner di fiducia e potrebbe applicare un premium price.

Scenario 3: Avete subito o temete attacchi informatici

L'Italia è il terzo paese più colpito al mondo per ransomware. Se avete già subito un attacco, sapete quanto costa (in media 3,23 milioni di euro per una violazione dati secondo Ponemon). Se non l'avete ancora subito, è meglio prevenire.

Prevenire costa meno che curare: implementare la ISO 27001 è un investimento, ma è infinitamente meno costoso di un data breach che ferma l'azienda per giorni, richiede notifiche ai clienti, porta sanzioni GDPR e mina la reputazione aziendale.

Scenario 4: Volete accedere a mercati regolamentati o esteri

Alcuni settori e mercati richiedono esplicitamente la ISO 27001. Fornitori di servizi finanziari (direttiva DORA), operatori di servizi essenziali (direttiva NIS2), aziende che lavorano con il settore pubblico europeo e partner di multinazionali con policy di security rigorose.

Vantaggio competitivo: in Italia sono ancora poche le aziende ad aver adottato un sistema ISO 27001. Certificarsi ora significa posizionamento rispetto alla concorrenza, proprio mentre le normative diventano più stringenti.

La terza via: perché non entrambe (ma con strategia)

Ecco il segreto che pochi vi dicono: ISO 9001 e ISO 27001 non solo possono coesistere, ma si rafforzano a vicenda. Grazie alla HLSe comune, integrare i due sistemi è molto più semplice di quanto sembri.

I benefici dell'integrazione

Documentazione unificata: un'unica gestione documentale per entrambi i sistemi. Procedure che coprono sia aspetti di qualità che di sicurezza. Meno carta (virtuale), più efficienza.

Audit integrati: invece di due audit separati che interrompono le attività quotidiane due volte, un unico audit integrato che verifica entrambi i sistemi. Risparmio di tempo, monetario e di stress.

Cultura aziendale coesa: quando qualità e sicurezza diventano due facce della stessa medaglia, l'azienda sviluppa una cultura di eccellenza complessiva. Non "facciamo qualità" e separatamente "facciamo sicurezza", ma "facciamo le cose bene e in modo sicuro" come approccio unificato.

Visione olistica del rischio: i rischi per la qualità e i rischi per la sicurezza vengono gestiti con lo stesso framework. Un fornitore inaffidabile impatta sia la qualità del prodotto che la sicurezza dei dati. Un processo mal progettato crea sia difetti che vulnerabilità.

Il percorso che suggeriamo: priorità sequenziali

Se le risorse non permettono di fare tutto insieme (caso più comune nelle PMI), vi suggeriamo di:

Anno 1: Implementate la certificazione più urgente per il vostro business (seguendo i criteri sopra). Costruite le fondamenta: analisi del contesto, politiche, responsabilità, gestione documentale.

Anno 2: Mentre mantenete la prima certificazione, iniziate a lavorare sulla seconda. Il 30-40% del lavoro è già fatto grazie alla struttura comune HLS. Aggiungete i requisiti specifici mancanti.

Anno 3: Sistema integrato a pieno regime. Un'unica analisi del contesto, un'unica valutazione dei rischi (con prospettive diverse), processi che incorporano naturalmente sia requisiti di qualità che di sicurezza.

Il nostro test: come decidere

Fate questo esercizio. Per ogni domanda, assegnate un punteggio da 1 a 5 (1 = per nulla, 5 = moltissimo).

Blocco ISO 9001:

  1. I vostri clienti richiedono esplicitamente la ISO 9001? 

  2. Partecipate a bandi pubblici o gare d'appalto? 

  3. I vostri processi hanno problemi di efficienza o qualità? 

  4. La soddisfazione cliente è una vostra priorità misurabile? 

  5. Operate in settori manifatturieri o di servizi tradizionali? 

Blocco ISO 27001:

  1. Gestite grandi quantità di dati sensibili o personali? 

  2. Siete o volete diventare fornitori di servizi IT/cloud/software? 

  3. Avete subito o temete seriamente attacchi informatici? 

  4. Dovete dimostrare conformità a GDPR, NIS2, DORA? 

I vostri clienti chiedono garanzie specifiche sulla sicurezza dati? 

Conclusione: la decisione è vostra (ma ora più informata)

Siamo arrivati al dunque. ISO 9001 o ISO 27001 per prima? La risposta dipende da:

  •  Il vostro settore di riferimento e clientela

    • B2B manifatturiero → ISO 9001 

    • IT e servizi digitali → ISO 27001

  •  I vostri problemi attuali

    • Caos organizzativo → ISO 9001 

    • Vulnerabilità cyber → ISO 27001

  •  Le vostre priorità strategiche

    • Eccellenza operativa → ISO 9001

    • Protezione dati e compliance → ISO 27001

  •  Le vostre risorse

    • Budget limitato → prioritizzate

    • Budget adeguato → integrate

Il consiglio finale che do sempre ai miei clienti: non vedete le certificazioni come traguardi fine a sé stessi, ma come strumenti strategici. La ISO 9001 vi rende più efficienti e competitivi. La ISO 27001 vi rende più sicuri e affidabili. Entrambe vi danno controllo, struttura, e vi rendono pronti ad affrontare le sfide di business del futuro.

Nel 2026, con la ISO 9001:2025 in arrivo a settembre e la ISO 27001:2022, ormai standard consolidato, non c'è momento migliore per muoversi. Le norme sono mature, le metodologie consolidate, gli organismi di certificazione mettono a disposizione auditor esperti.

In Complaion accompagniamo le aziende in entrambi i percorsi, sia singolarmente che in modo integrato. Perché la scelta giusta non è quale certificazione fare, ma come farla nel modo che serve davvero al vostro business.

E ricordate: qualità e sicurezza non sono costi, sono investimenti. E gli investimenti migliori sono quelli che proteggono e fanno crescere ciò che avete costruito.

Marco Cortnovis
Co-Founder - Complaion
Lead Auditor, ISO 27001

P.S. - Se dopo questo articolo vi state chiedendo "ok, ma nel nostro caso specifico cosa conviene?", è esattamente la domanda giusta. Contattateci per una consulenza personalizzata.

Siamo nel 2026, e la vostra azienda sta valutando quali certificazioni implementare. Sul tavolo ci sono due scelte: ISO 9001 (la regina della Qualità) e ISO 27001 (la guardiana della Sicurezza delle Informazioni). Entrambe prestigiose, entrambe strategiche. La domanda che vi fate è: quale scegliere per prima?

Come Lead Auditor e Compliance Specialist di Complaion, ho accompagnato centinaia di aziende nell’affrontare questo dilemma. E la risposta, come in tutte le cose interessanti della vita, è: dipende. Ma non preoccupatevi, vi aiuto a capire quali sono gli elementi cardine soprattutto, come decidere.

I due titani a confronto: chi sono davvero

Prima di entrare nello specifico, facciamo le presentazioni ufficiali dei nostri contendenti.

ISO 9001: il Sistema di Gestione della Qualità che pensa al cliente

ISO 9001 è come il personal trainer dei vostri processi aziendali. Il suo scopo? "Fare le cose bene, sempre meglio, con il cliente al centro." Non è solo una questione di prodotti senza difetti o servizi impeccabili. È un approccio sistemico che trasforma l'intera organizzazione in una macchina efficace e orientata al miglioramento continuo.

Cosa fa concretamente: definisce i requisiti per un Sistema di gestione basato su principi chiari come l'orientamento al cliente, la leadership, l'approccio per processi e - appunto - il miglioramento continuo. Pensate alla ISO 9001 come a una mappa che vi guida nel costruire un'azienda dove ogni processo è documentato, ogni responsabilità è chiara, ogni problema viene analizzato e affrontato in modo strutturato.

I numeri parlano chiaro: con oltre 1,4 milioni di certificazioni nel mondo e l'Italia al secondo posto globale con 101.426 aziende certificate (subito dietro alla Cina), la ISO 9001 è il passaporto internazionale della credibilità aziendale. È la certificazione che clienti e partner si aspettano quando fanno business con voi.

Le novità 2026: la nuova versione ISO 9001:2025, prevista per settembre, porterà un focus ancora maggiore su sostenibilità, digitalizzazione e integrazione con altri sistemi di gestione. Non è una rivoluzione, ma un affinamento che renderà la norma più aderente alle sfide contemporanee.

ISO 27001: il Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni che protegge i dati

ISO 27001 è il blindato che protegge il vostro asset più prezioso: le informazioni. In un'epoca dove i dati valgono più dell'oro e gli attacchi informatici crescono del 27% anno su anno (secondo il Rapporto CLUSIT 2025), questa certificazione è passata da "nice to have" a "questione di sopravvivenza".

Cosa fa concretamente: stabilisce i requisiti per un Sistema di Gestione che protegge dati e informazioni attraverso un approccio basato sul rischio. Non parliamo solo di firewall e antivirus, ma di un sistema completo che copre aspetti tecnici, organizzativi e persino fisici della sicurezza.

La versione attuale: la ISO 27001:2022 ha introdotto controlli più specifici su cybersecurity, threat intelligence, cloud security e protezione dei dati. Ha riorganizzato i 114 controlli della versione precedente in 93 controlli più snelli, aggiungendo focus su tecnologie emergenti come AI, data masking e sicurezza della supply chain digitale.

Il dato che fa riflettere: l'Italia qui è al quinto posto mondiale per numero di certificazioni ISO 27001 (2.424 certificati). Un gap significativo rispetto a Cina, Giappone, Regno Unito e India. Scadenze da tenere a mente: chi ha la certificazione ISO 27001:2013 deve transitare alla versione 2022 entro il 31 ottobre 2025. Se state leggendo questo articolo a gennaio 2026 e avete ancora la vecchia versione... beh, dovete programmare l’adeguamento.

Le differenze che contano davvero

Mettere a confronto ISO 9001 e ISO 27001 è un po' come confrontare un cardiologo con un neurochirurgo: entrambi sono medici eccellenti, ma curano organi diversi.

Focus e ambito di applicazione

ISO 9001 guarda all'intera organizzazione con gli occhi del cliente. Ogni processo viene valutato in base a una domanda: "Questo contribuisce a soddisfare le esigenze del cliente e a migliorare la qualità del prodotto/servizio?" Si disegnano flussi, si mappano interazioni, si ottimizzano performance. È trasversale, sistemica, onnipresente.

ISO 27001 mette al centro la protezione delle informazioni. Identifica gli asset informativi (database clienti, proprietà intellettuale, dati finanziari, email, documenti riservati), valuta le minacce (hacker, ransomware, fughe di dati, accessi non autorizzati), e costruisce un piano di trattamento dei rischi. È specifica, tecnica, mirata.

Esempio pratico: immaginate un'azienda di e-commerce. Con ISO 9001, ottimizza il processo di gestione ordini, garantisce il rispetto dei tempi di consegna, gestisce i reclami efficacemente. Con ISO 27001, protegge i dati delle carte di credito dei clienti, impedisce accessi non autorizzati al database, assicura che il sito non venga bucato da hacker.

Approccio metodologico

Entrambe le norme seguono la High Level  Structure (HLS), quindi hanno la stessa struttura: analisi del contesto, leadership, pianificazione, supporto, attività operative, valutazione delle prestazioni, miglioramento. Questo è il bello: se implementate una, la seconda diventa molto più semplice da implementare perché la struttura è la stessa.

Ma il contenuto è diverso:

ISO 9001 usa il ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act) applicato ai processi di business. Pianifichi come fare un prodotto, lo fai, verifichi se è conforme, migliori il processo. È iterativo, orientato all'eccellenza operativa, focalizzato sulla soddisfazione del cliente.

ISO 27001 usa il ciclo PDCA applicato ai rischi di sicurezza. Identifichi i rischi informativi, implementi controlli di sicurezza, verifichi la loro efficacia, migliori continuamente la postura di sicurezza. È proattivo, orientato alla prevenzione, focalizzato sulla protezione degli asset.

Requisiti pratici e complessità

ISO 9001 richiede di:

  • Mappare i processi aziendali e le loro interazioni

  • Definire obiettivi di qualità misurabili

  • Qualificare fornitori e partner

  • Documentare procedure e istruzioni operative

  • Condurre audit interni e riesami della direzione

  • Gestire non conformità e azioni correttive

È un lavoro organizzativo intenso ma concettualmente lineare. Se la vostra azienda è già ben strutturata, sono attività nelle quali facilmente vi riconoscete.

ISO 27001 richiede di:

  • Identificare e valorizzare tutti gli asset informativi

  • Condurre un risk assessment completo sulla sicurezza

  • Implementare 93 controlli di sicurezza (o giustificare perché non applicarli)

  • Gestire incidenti di sicurezza con piani di risposta

  • Formare tutto il personale sui temi di security

  • Mantenere aggiornata una Dichiarazione di Applicabilità (SoA)

È tecnicamente più complesso e richiede competenze specialistiche in cybersecurity, compliance normativa (GDPR, NIS2, DORA), e gestione dei rischi informatici.

Quando scegliere ISO 9001 come priorità

Ci sono situazioni in cui ISO 9001 è la scelta naturale, quasi obbligata.

Scenario 1: Vendete B2B e i vostri clienti la richiedono

Se operate nel B2B, specialmente con grandi aziende o la pubblica amministrazione, la ISO 9001 è spesso un requisito contrattuale o preferenziale. Non è questione di "se" certificarsi, ma di "quando". I bandi pubblici spesso assegnano punteggi extra alle aziende certificate. I buyer di grandi gruppi la includono nei criteri di selezione dei fornitori o nelle linee guida dei bandi di gara.

Esempio reale: un'azienda di componenti industriali che vuole fornire un grande player automotive. Senza ISO 9001, non passa nemmeno la prima selezione.

Scenario 2: I vostri processi non sono strutturati

Se nella vostra azienda si naviga a vista -  procedure non scritte, responsabilità poco chiare, problemi di qualità ricorrenti, reclami clienti frequenti - allora ISO 9001 è ciò che vi serve. Segnali d'allarme: "Quella cosa la fa solo Mario, se si ammala siamo bloccati", "Non sappiamo perché quel prodotto a volte esce difettoso", "Ogni volta reinventiamo la ruota". Suonano familiari? la ISO 9001 fa al caso vostro..

Scenario 3: Volete migliorare efficienza operativa e ridurre sprechi

ISO 9001 non è solo burocrazia. È uno strumento potentissimo per ottimizzare. Mappando i processi, identificate colli di bottiglia, ridondanze, sprechi. Misurando le performance, individuatedove intervenire. È lean thinking applicato con metodo.

ROI tangibile: riduzione scarti di produzione, diminuzione tempi di lavorazione, calo dei reclami, aumento della produttività. Non sono promesse da brochure, sono risultati documentati in migliaia di aziende certificate.

Scenario 4: Operate in settori manifatturieri, di servizi tradizionali o logistica

Se producete beni fisici, fornite servizi professionali, gestite magazzini e trasporti, ISO 9001 è il riferimento naturale del vostro settore. È la lingua franca della qualità che tutti conoscono e riconoscono.

Quando scegliere ISO 27001 come priorità

Ma ci sono altrettanti casi in cui ISO 27001 dovrebbe passare davanti in graduatoria.

Scenario 1: Gestite dati sensibili (GDPR, HIPAA, dati finanziari)

Se la vostra azienda tratta dati personali su larga scala, informazioni sanitarie, dati finanziari o proprietà intellettuale di valore, la ISO 27001 non è opzionale. È la struttura portante della vostra compliance.

Settori ad alta priorità: sanità digitale, fintech, e-commerce, SaaS, studi professionali (commercialisti, avvocati), aziende che gestiscono HR outsourcing, marketing agency che trattano database clienti.

Bonus: la ISO 27001 vi aiuta a dimostrare conformità al GDPR. Non è sostitutiva - serve comunque l'impalcatura privacy - ma è complementare e rafforza enormemente la vostra postura di protezione dati.

Scenario 2: Siete un fornitore di servizi IT, cloud, software

Se sviluppate software, gestite infrastrutture cloud, fornite servizi IT, la ISO 27001 è il vostro badge di credibilità. I vostri clienti vi affidano i loro dati più preziosi: devono sapere che siete all'altezza.

Caso reale: una software house che sviluppa gestionali per PMI. Senza la ISO 27001, perde contratti con clienti che devono rispettare normative stringenti. Con la ISO 27001, diventa il partner di fiducia e potrebbe applicare un premium price.

Scenario 3: Avete subito o temete attacchi informatici

L'Italia è il terzo paese più colpito al mondo per ransomware. Se avete già subito un attacco, sapete quanto costa (in media 3,23 milioni di euro per una violazione dati secondo Ponemon). Se non l'avete ancora subito, è meglio prevenire.

Prevenire costa meno che curare: implementare la ISO 27001 è un investimento, ma è infinitamente meno costoso di un data breach che ferma l'azienda per giorni, richiede notifiche ai clienti, porta sanzioni GDPR e mina la reputazione aziendale.

Scenario 4: Volete accedere a mercati regolamentati o esteri

Alcuni settori e mercati richiedono esplicitamente la ISO 27001. Fornitori di servizi finanziari (direttiva DORA), operatori di servizi essenziali (direttiva NIS2), aziende che lavorano con il settore pubblico europeo e partner di multinazionali con policy di security rigorose.

Vantaggio competitivo: in Italia sono ancora poche le aziende ad aver adottato un sistema ISO 27001. Certificarsi ora significa posizionamento rispetto alla concorrenza, proprio mentre le normative diventano più stringenti.

La terza via: perché non entrambe (ma con strategia)

Ecco il segreto che pochi vi dicono: ISO 9001 e ISO 27001 non solo possono coesistere, ma si rafforzano a vicenda. Grazie alla HLSe comune, integrare i due sistemi è molto più semplice di quanto sembri.

I benefici dell'integrazione

Documentazione unificata: un'unica gestione documentale per entrambi i sistemi. Procedure che coprono sia aspetti di qualità che di sicurezza. Meno carta (virtuale), più efficienza.

Audit integrati: invece di due audit separati che interrompono le attività quotidiane due volte, un unico audit integrato che verifica entrambi i sistemi. Risparmio di tempo, monetario e di stress.

Cultura aziendale coesa: quando qualità e sicurezza diventano due facce della stessa medaglia, l'azienda sviluppa una cultura di eccellenza complessiva. Non "facciamo qualità" e separatamente "facciamo sicurezza", ma "facciamo le cose bene e in modo sicuro" come approccio unificato.

Visione olistica del rischio: i rischi per la qualità e i rischi per la sicurezza vengono gestiti con lo stesso framework. Un fornitore inaffidabile impatta sia la qualità del prodotto che la sicurezza dei dati. Un processo mal progettato crea sia difetti che vulnerabilità.

Il percorso che suggeriamo: priorità sequenziali

Se le risorse non permettono di fare tutto insieme (caso più comune nelle PMI), vi suggeriamo di:

Anno 1: Implementate la certificazione più urgente per il vostro business (seguendo i criteri sopra). Costruite le fondamenta: analisi del contesto, politiche, responsabilità, gestione documentale.

Anno 2: Mentre mantenete la prima certificazione, iniziate a lavorare sulla seconda. Il 30-40% del lavoro è già fatto grazie alla struttura comune HLS. Aggiungete i requisiti specifici mancanti.

Anno 3: Sistema integrato a pieno regime. Un'unica analisi del contesto, un'unica valutazione dei rischi (con prospettive diverse), processi che incorporano naturalmente sia requisiti di qualità che di sicurezza.

Il nostro test: come decidere

Fate questo esercizio. Per ogni domanda, assegnate un punteggio da 1 a 5 (1 = per nulla, 5 = moltissimo).

Blocco ISO 9001:

  1. I vostri clienti richiedono esplicitamente la ISO 9001? 

  2. Partecipate a bandi pubblici o gare d'appalto? 

  3. I vostri processi hanno problemi di efficienza o qualità? 

  4. La soddisfazione cliente è una vostra priorità misurabile? 

  5. Operate in settori manifatturieri o di servizi tradizionali? 

Blocco ISO 27001:

  1. Gestite grandi quantità di dati sensibili o personali? 

  2. Siete o volete diventare fornitori di servizi IT/cloud/software? 

  3. Avete subito o temete seriamente attacchi informatici? 

  4. Dovete dimostrare conformità a GDPR, NIS2, DORA? 

I vostri clienti chiedono garanzie specifiche sulla sicurezza dati? 

Conclusione: la decisione è vostra (ma ora più informata)

Siamo arrivati al dunque. ISO 9001 o ISO 27001 per prima? La risposta dipende da:

  •  Il vostro settore di riferimento e clientela

    • B2B manifatturiero → ISO 9001 

    • IT e servizi digitali → ISO 27001

  •  I vostri problemi attuali

    • Caos organizzativo → ISO 9001 

    • Vulnerabilità cyber → ISO 27001

  •  Le vostre priorità strategiche

    • Eccellenza operativa → ISO 9001

    • Protezione dati e compliance → ISO 27001

  •  Le vostre risorse

    • Budget limitato → prioritizzate

    • Budget adeguato → integrate

Il consiglio finale che do sempre ai miei clienti: non vedete le certificazioni come traguardi fine a sé stessi, ma come strumenti strategici. La ISO 9001 vi rende più efficienti e competitivi. La ISO 27001 vi rende più sicuri e affidabili. Entrambe vi danno controllo, struttura, e vi rendono pronti ad affrontare le sfide di business del futuro.

Nel 2026, con la ISO 9001:2025 in arrivo a settembre e la ISO 27001:2022, ormai standard consolidato, non c'è momento migliore per muoversi. Le norme sono mature, le metodologie consolidate, gli organismi di certificazione mettono a disposizione auditor esperti.

In Complaion accompagniamo le aziende in entrambi i percorsi, sia singolarmente che in modo integrato. Perché la scelta giusta non è quale certificazione fare, ma come farla nel modo che serve davvero al vostro business.

E ricordate: qualità e sicurezza non sono costi, sono investimenti. E gli investimenti migliori sono quelli che proteggono e fanno crescere ciò che avete costruito.

Marco Cortnovis
Co-Founder - Complaion
Lead Auditor, ISO 27001

P.S. - Se dopo questo articolo vi state chiedendo "ok, ma nel nostro caso specifico cosa conviene?", è esattamente la domanda giusta. Contattateci per una consulenza personalizzata.

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