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Incidenti vs Near Miss: quando scampare il pericolo non è solo fortuna
PUBBLICATO
29 gennaio 2026
VERIFICATO DA
Davide Viscusi
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2 minuti




Ovvero: perché quel "per un pelo!" dovrebbe preoccuparti quanto un vero disastro
Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha esclamato un liberatorio "per un pelo!" dopo aver evitato il peggio. Magari era una tazza di caffè bollente che ha sfiorato il vostro laptop nuovo, o quel muletto in magazzino che è passato a un centimetro dal vostro piede. Avete tirato un sospiro di sollievo, fatto una battuta nervosa e siete tornati al lavoro come se niente fosse.
Ecco, questo è esattamente il momento in cui dovreste invece fermarvi e dire: "Houston, abbiamo avuto un near miss".
La Piramide di Heinrich: Ovvero il Triangolo delle Bermuda della Sicurezza
Negli anni '30, un tizio di nome Herbert William Heinrich – che evidentemente non aveva Netflix e passava il tempo a studiare gli infortuni sul lavoro – ha fatto una scoperta rivoluzionaria. Ha osservato che per ogni incidente grave, ce ne sono 29 incidenti minori e ben 300 "quasi incidenti".
Tradotto in italiano: se nella vostra azienda è successo qualcosa di serio, probabilmente prima ci sono stati almeno 300 campanelli d'allarme che nessuno ha sentito. O meglio, che qualcuno ha sentito ma ha pensato "vabbè, non è successo niente".
Immaginate la piramide come un iceberg: la punta che emerge dall'acqua è l'incidente grave, ma sotto c'è un'enorme massa di situazioni pericolose che nessuno vede (o finge di non vedere). E come per il Titanic, ignorare ciò che sta sotto la superficie può portare a disastri colossali.
Ma Quindi, Che Differenza C'è?
Partiamo dalle definizioni, che sono meno noiose di quanto pensiate:
L'INCIDENTE è quando le cose vanno storte per davvero. C'è un danno concreto: una persona si fa male, un macchinario si rompe, il magazzino prende fuoco (speriamo di no). È l'evento che finisce nel registro infortuni, che fa squillare il telefono del responsabile della sicurezza e che trasforma il lunedì mattina in un incubo burocratico. L'incidente è il "troppo tardi", il momento in cui la frittata è già fatta e non si può più rimettere l'uovo nel guscio.
IL NEAR MISS (o "quasi infortunio" per i puristi della lingua italiana, o "incidente mancato" per chi proprio non sopporta l'inglese) è invece quando il destino decide di darvi una seconda possibilità. È l'evento che avrebbe potuto causare un danno ma che, per fortuna, circostanze favorevoli o riflessi felini, non lo ha fatto. È il muletto che vi sfiora, il carico che cade a un metro da voi, il cavo scoperto che vedete un attimo prima di toccarlo.
La differenza fondamentale? Solo la fortuna. E la fortuna, come sappiamo, è una signora volubile che prima o poi si stanca di salvarvi il sedere.
Il Near Miss: L'Eroe Incompreso della Sicurezza
Qui arriva la parte controintuitiva che fa impazzire i responsabili della sicurezza di tutto il mondo: il near miss è più prezioso di un incidente.
"Come sarebbe?!" direte voi. "Meglio che non succeda proprio niente, no?"
Certo, in un mondo ideale nessuno si farebbe mai male e non ci sarebbero nemmeno i near miss. Ma nella realtà, il near miss è il vostro migliore amico perché:
Vi avvisa che c'è un problema – È come il check engine della vostra auto: meglio vederlo lampeggiare prima che il motore vi lasci in autostrada.
Nessuno si è fatto male – Potete analizzare cosa è andato storto senza dover correre al pronto soccorso o compilare tonnellate di scartoffie.
La gente è ancora disponibile a parlarne – Provate a chiedere a qualcuno di raccontarvi un incidente in cui si è fatto male: otterrete la versione breve e censurata. Il near miss? Quello lo racconta con tutti i dettagli, comprese le imprecazioni.
Potete ancora prevenire il disastro – È la differenza tra vedere la buccia di banana sul pavimento e scivolarci sopra. Nel primo caso potete raccoglierla, nel secondo caso... beh, diciamo che la vostra dignità ne esce un po' ammaccata.
Il Paradosso del Near Miss: Perché Nessuno Li Segnala
E qui arriva il dramma. Nelle aziende italiane (ma anche nel resto del mondo, non facciamo discriminazioni) c'è una tendenza preoccupante: nessuno segnala i near miss.
Perché? Le ragioni sono tante e tutte comprensibilmente umane:
"Non è successo niente" – Il mantra preferito di chi preferisce ignorare i problemi. È come dire "non ho avuto l'incidente stradale" dopo aver evitato per un pelo una macchina che attraversava con il rosso. Tecnicamente vero, ma avete comunque rischiato la pelle.
"Non voglio sembrare un piagnone" – Ah sì, perché segnalare un pericolo è da deboli. Veri uomini (e donne) flirtano con il pericolo quotidianamente senza mai lamentarsi. Finché non finiscono al pronto soccorso, ovviamente.
"Non voglio creare problemi" – Traduzione: "Non voglio che mi facciano domande scomode su cosa stavo facendo quando è successo". Spoiler: nascondere i near miss crea problemi molto più grossi.
"Tanto non cambia mai niente" – Questo è il più triste di tutti. Significa che le segnalazioni precedenti sono finite nel famoso cassetto dove vanno a morire tutte le buone intenzioni aziendali.
Come Trasformare i Near Miss in Opportunità (Senza Annoiare Nessuno)
La comunicazione:
La buona notizia è che gestire i near miss non richiede un dottorato in ingegneria della sicurezza. Serve solo un po' di buon senso e la volontà di ascoltare. Ecco come fare:
Rendete la segnalazione facilissima
Niente colpe, niente punizioni
Feedback veloce
Celebrate i segnalatori
Agite concretamente
Come Trasformare i Near Miss in Opportunità (Senza Annoiare Nessuno)
Il trattamento:
Gli incidenti mancati vanno trattati alla stregua degli incidenti avvenuti perchè le condizioni scatenanti l’incidente e l’incidente mancato sono le stesse.
Occorre indagare il quasi incidente con la stessa metodologia usata per gli incidenti, con la sola eccezione che negli incidenti mancati non abbiamo alcun ferito da soccorrere. Occorre affrontare le seguenti fasi:
Segregazione dell’area con impedimento di accesso (se ritenuto necessario)
Raccolta delle informazioni da testimoni oculari
Indagine sul campo per osservare e ricostruire l’evento (se ritenuto opportuno occorre costituire un team tecnico )
Ricostruzione della causa o delle concause scatenanti l’evento
Ricostruzione dei motivi per cui l’evento non è stato intercettato prima
Trattamento della causa o delle consause scatenanti l’evento
Valutazione dell’applicazione di eventi sentinella
Lavorare sulla prevenzione
Chiusura del caso, sblocco dell’area precedentemente segregata e formazione
I near miss rappresentano un’importantissima sintomatologia che un danno considerevole sta per avvenire, sono come il ritiro del mare prima dello tsunami.
L’invito e non aspettare di venir travolti dall’onda ma lavorare subito per contenere o evitare l’insorgere dell’incidente.
I Near Miss Famosi che Hanno Cambiato il Mondo
Per darvi un'idea di quanto possano essere importanti i near miss, ecco alcuni esempi storici:
Three Mile Island (1979) – Prima dell'incidente nucleare più famoso degli Stati Uniti, c'erano stati diversi near miss che avevano evidenziato problemi nel sistema di sicurezza. Nessuno li aveva presi sul serio. Il resto è storia (radioattiva).
Columbia Space Shuttle (2003) – Durante il lancio, un pezzo di isolante si era staccato e aveva colpito l'ala dello shuttle. Gli ingegneri l'avevano notato, ma avevano pensato "beh, è già successo altre volte e non è mai successo niente". Era un near miss che nessuno aveva mai indagato a fondo. Purtroppo, durante il rientro, quello stesso danno causò la disintegrazione dello shuttle.
Chernobyl (1986) – Prima del disastro, c'erano stati numerosi problemi e quasi incidenti che avevano evidenziato debolezze nel sistema. Ma in un clima dove ammettere problemi era visto come una debolezza, nessuno parlò. Conosciamo tutti il finale.
Il Lato Ironico della Faccenda
C'è qualcosa di paradossalmente comico nel modo in cui trattiamo i near miss. Spendiamo migliaia di euro in corsi di sicurezza, cartelli, procedure e attrezzature. Poi, quando succede qualcosa che ci mostra esattamente dove sta il problema – gratis, in tempo reale, senza vittime – lo ignoriamo bellamente.
È come avere un sistema di allarme che suona per avvisarvi di un intruso, e voi che dite "vabbè, tanto non ha ancora rubato niente" e andate a dormire. Geniale.
La Cultura del "Per Un Pelo"
Nelle aziende davvero sicure (quelle dove la sicurezza non è solo un poster appeso alla macchinetta del caffè), c'è una cultura particolare: quella del "per un pelo". In queste organizzazioni, quando qualcuno dice "per un pelo non mi facevo male", non c'è un coro di risate sollevate. C'è una pausa, qualcuno prende un blocco note e chiede: "Raccontami tutto".
Perché hanno capito una cosa fondamentale: ogni "per un pelo" è un biglietto della lotteria degli infortuni. Prima o poi, se continui a giocare, vinci. E in questo caso, vincere significa perdere.
Conclusioni: Il Near Miss Non È un Fallimento, È un'Opportunità
Cambiamo prospettiva. Invece di vedere il near miss come "quella volta che abbiamo rischiato grosso" (e quindi qualcosa di cui vergognarsi o da nascondere), vediamolo per quello che è: un regalo del destino.
È il modo dell'universo di dirvi: "Ehi, hai visto? C'è un problema qui. Te lo faccio vedere senza farti male, così puoi sistemarlo. Non capita spesso, eh? Di solito quando vi mostro i problemi qualcuno finisce all'ospedale".
La prossima volta che qualcuno nel vostro team dice "per un pelo!", invece di ridere e cambiare argomento, fermatevi un attimo. Chiedete cosa è successo. Scrivetelo. Indagate. Sistemate il problema.
Perché la differenza tra un incidente e un near miss non è nella gravità del problema – quella è identica. La differenza è solo nella fortuna di quel giorno. E come diceva quel tale, la fortuna aiuta gli audaci. Ma la sicurezza aiuta tutti gli altri.
E ricordate: in un'azienda sicura, il numero di near miss segnalati è ALTO. Non perché ci siano più pericoli, ma perché le persone si sentono libere di parlarne. È il silenzio che dovrebbe preoccuparvi, non le segnalazioni.
Dopotutto, preferite avere 100 near miss segnalati e zero incidenti, o zero segnalazioni e un incidente grave?
La risposta dovrebbe essere facile come evitare una buccia di banana che vedete per tempo sul pavimento. Il problema è che troppo spesso, quella buccia la vediamo solo quando ci siamo già scivolati sopra.
P.S. Se dopo aver letto questo articolo avete ripensato a quel "per un pelo" della settimana scorsa e non l'avete segnalato, beh... sapete cosa fare. E no, "tanto ormai è passato" non è una scusa valida. I problemi non hanno una data di scadenza.
Leggi anche
Obblighi e Sanzioni: La Legge sulla Sicurezza sul Lavoro e il DVR
Ovvero: perché quel "per un pelo!" dovrebbe preoccuparti quanto un vero disastro
Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha esclamato un liberatorio "per un pelo!" dopo aver evitato il peggio. Magari era una tazza di caffè bollente che ha sfiorato il vostro laptop nuovo, o quel muletto in magazzino che è passato a un centimetro dal vostro piede. Avete tirato un sospiro di sollievo, fatto una battuta nervosa e siete tornati al lavoro come se niente fosse.
Ecco, questo è esattamente il momento in cui dovreste invece fermarvi e dire: "Houston, abbiamo avuto un near miss".
La Piramide di Heinrich: Ovvero il Triangolo delle Bermuda della Sicurezza
Negli anni '30, un tizio di nome Herbert William Heinrich – che evidentemente non aveva Netflix e passava il tempo a studiare gli infortuni sul lavoro – ha fatto una scoperta rivoluzionaria. Ha osservato che per ogni incidente grave, ce ne sono 29 incidenti minori e ben 300 "quasi incidenti".
Tradotto in italiano: se nella vostra azienda è successo qualcosa di serio, probabilmente prima ci sono stati almeno 300 campanelli d'allarme che nessuno ha sentito. O meglio, che qualcuno ha sentito ma ha pensato "vabbè, non è successo niente".
Immaginate la piramide come un iceberg: la punta che emerge dall'acqua è l'incidente grave, ma sotto c'è un'enorme massa di situazioni pericolose che nessuno vede (o finge di non vedere). E come per il Titanic, ignorare ciò che sta sotto la superficie può portare a disastri colossali.
Ma Quindi, Che Differenza C'è?
Partiamo dalle definizioni, che sono meno noiose di quanto pensiate:
L'INCIDENTE è quando le cose vanno storte per davvero. C'è un danno concreto: una persona si fa male, un macchinario si rompe, il magazzino prende fuoco (speriamo di no). È l'evento che finisce nel registro infortuni, che fa squillare il telefono del responsabile della sicurezza e che trasforma il lunedì mattina in un incubo burocratico. L'incidente è il "troppo tardi", il momento in cui la frittata è già fatta e non si può più rimettere l'uovo nel guscio.
IL NEAR MISS (o "quasi infortunio" per i puristi della lingua italiana, o "incidente mancato" per chi proprio non sopporta l'inglese) è invece quando il destino decide di darvi una seconda possibilità. È l'evento che avrebbe potuto causare un danno ma che, per fortuna, circostanze favorevoli o riflessi felini, non lo ha fatto. È il muletto che vi sfiora, il carico che cade a un metro da voi, il cavo scoperto che vedete un attimo prima di toccarlo.
La differenza fondamentale? Solo la fortuna. E la fortuna, come sappiamo, è una signora volubile che prima o poi si stanca di salvarvi il sedere.
Il Near Miss: L'Eroe Incompreso della Sicurezza
Qui arriva la parte controintuitiva che fa impazzire i responsabili della sicurezza di tutto il mondo: il near miss è più prezioso di un incidente.
"Come sarebbe?!" direte voi. "Meglio che non succeda proprio niente, no?"
Certo, in un mondo ideale nessuno si farebbe mai male e non ci sarebbero nemmeno i near miss. Ma nella realtà, il near miss è il vostro migliore amico perché:
Vi avvisa che c'è un problema – È come il check engine della vostra auto: meglio vederlo lampeggiare prima che il motore vi lasci in autostrada.
Nessuno si è fatto male – Potete analizzare cosa è andato storto senza dover correre al pronto soccorso o compilare tonnellate di scartoffie.
La gente è ancora disponibile a parlarne – Provate a chiedere a qualcuno di raccontarvi un incidente in cui si è fatto male: otterrete la versione breve e censurata. Il near miss? Quello lo racconta con tutti i dettagli, comprese le imprecazioni.
Potete ancora prevenire il disastro – È la differenza tra vedere la buccia di banana sul pavimento e scivolarci sopra. Nel primo caso potete raccoglierla, nel secondo caso... beh, diciamo che la vostra dignità ne esce un po' ammaccata.
Il Paradosso del Near Miss: Perché Nessuno Li Segnala
E qui arriva il dramma. Nelle aziende italiane (ma anche nel resto del mondo, non facciamo discriminazioni) c'è una tendenza preoccupante: nessuno segnala i near miss.
Perché? Le ragioni sono tante e tutte comprensibilmente umane:
"Non è successo niente" – Il mantra preferito di chi preferisce ignorare i problemi. È come dire "non ho avuto l'incidente stradale" dopo aver evitato per un pelo una macchina che attraversava con il rosso. Tecnicamente vero, ma avete comunque rischiato la pelle.
"Non voglio sembrare un piagnone" – Ah sì, perché segnalare un pericolo è da deboli. Veri uomini (e donne) flirtano con il pericolo quotidianamente senza mai lamentarsi. Finché non finiscono al pronto soccorso, ovviamente.
"Non voglio creare problemi" – Traduzione: "Non voglio che mi facciano domande scomode su cosa stavo facendo quando è successo". Spoiler: nascondere i near miss crea problemi molto più grossi.
"Tanto non cambia mai niente" – Questo è il più triste di tutti. Significa che le segnalazioni precedenti sono finite nel famoso cassetto dove vanno a morire tutte le buone intenzioni aziendali.
Come Trasformare i Near Miss in Opportunità (Senza Annoiare Nessuno)
La comunicazione:
La buona notizia è che gestire i near miss non richiede un dottorato in ingegneria della sicurezza. Serve solo un po' di buon senso e la volontà di ascoltare. Ecco come fare:
Rendete la segnalazione facilissima
Niente colpe, niente punizioni
Feedback veloce
Celebrate i segnalatori
Agite concretamente
Come Trasformare i Near Miss in Opportunità (Senza Annoiare Nessuno)
Il trattamento:
Gli incidenti mancati vanno trattati alla stregua degli incidenti avvenuti perchè le condizioni scatenanti l’incidente e l’incidente mancato sono le stesse.
Occorre indagare il quasi incidente con la stessa metodologia usata per gli incidenti, con la sola eccezione che negli incidenti mancati non abbiamo alcun ferito da soccorrere. Occorre affrontare le seguenti fasi:
Segregazione dell’area con impedimento di accesso (se ritenuto necessario)
Raccolta delle informazioni da testimoni oculari
Indagine sul campo per osservare e ricostruire l’evento (se ritenuto opportuno occorre costituire un team tecnico )
Ricostruzione della causa o delle concause scatenanti l’evento
Ricostruzione dei motivi per cui l’evento non è stato intercettato prima
Trattamento della causa o delle consause scatenanti l’evento
Valutazione dell’applicazione di eventi sentinella
Lavorare sulla prevenzione
Chiusura del caso, sblocco dell’area precedentemente segregata e formazione
I near miss rappresentano un’importantissima sintomatologia che un danno considerevole sta per avvenire, sono come il ritiro del mare prima dello tsunami.
L’invito e non aspettare di venir travolti dall’onda ma lavorare subito per contenere o evitare l’insorgere dell’incidente.
I Near Miss Famosi che Hanno Cambiato il Mondo
Per darvi un'idea di quanto possano essere importanti i near miss, ecco alcuni esempi storici:
Three Mile Island (1979) – Prima dell'incidente nucleare più famoso degli Stati Uniti, c'erano stati diversi near miss che avevano evidenziato problemi nel sistema di sicurezza. Nessuno li aveva presi sul serio. Il resto è storia (radioattiva).
Columbia Space Shuttle (2003) – Durante il lancio, un pezzo di isolante si era staccato e aveva colpito l'ala dello shuttle. Gli ingegneri l'avevano notato, ma avevano pensato "beh, è già successo altre volte e non è mai successo niente". Era un near miss che nessuno aveva mai indagato a fondo. Purtroppo, durante il rientro, quello stesso danno causò la disintegrazione dello shuttle.
Chernobyl (1986) – Prima del disastro, c'erano stati numerosi problemi e quasi incidenti che avevano evidenziato debolezze nel sistema. Ma in un clima dove ammettere problemi era visto come una debolezza, nessuno parlò. Conosciamo tutti il finale.
Il Lato Ironico della Faccenda
C'è qualcosa di paradossalmente comico nel modo in cui trattiamo i near miss. Spendiamo migliaia di euro in corsi di sicurezza, cartelli, procedure e attrezzature. Poi, quando succede qualcosa che ci mostra esattamente dove sta il problema – gratis, in tempo reale, senza vittime – lo ignoriamo bellamente.
È come avere un sistema di allarme che suona per avvisarvi di un intruso, e voi che dite "vabbè, tanto non ha ancora rubato niente" e andate a dormire. Geniale.
La Cultura del "Per Un Pelo"
Nelle aziende davvero sicure (quelle dove la sicurezza non è solo un poster appeso alla macchinetta del caffè), c'è una cultura particolare: quella del "per un pelo". In queste organizzazioni, quando qualcuno dice "per un pelo non mi facevo male", non c'è un coro di risate sollevate. C'è una pausa, qualcuno prende un blocco note e chiede: "Raccontami tutto".
Perché hanno capito una cosa fondamentale: ogni "per un pelo" è un biglietto della lotteria degli infortuni. Prima o poi, se continui a giocare, vinci. E in questo caso, vincere significa perdere.
Conclusioni: Il Near Miss Non È un Fallimento, È un'Opportunità
Cambiamo prospettiva. Invece di vedere il near miss come "quella volta che abbiamo rischiato grosso" (e quindi qualcosa di cui vergognarsi o da nascondere), vediamolo per quello che è: un regalo del destino.
È il modo dell'universo di dirvi: "Ehi, hai visto? C'è un problema qui. Te lo faccio vedere senza farti male, così puoi sistemarlo. Non capita spesso, eh? Di solito quando vi mostro i problemi qualcuno finisce all'ospedale".
La prossima volta che qualcuno nel vostro team dice "per un pelo!", invece di ridere e cambiare argomento, fermatevi un attimo. Chiedete cosa è successo. Scrivetelo. Indagate. Sistemate il problema.
Perché la differenza tra un incidente e un near miss non è nella gravità del problema – quella è identica. La differenza è solo nella fortuna di quel giorno. E come diceva quel tale, la fortuna aiuta gli audaci. Ma la sicurezza aiuta tutti gli altri.
E ricordate: in un'azienda sicura, il numero di near miss segnalati è ALTO. Non perché ci siano più pericoli, ma perché le persone si sentono libere di parlarne. È il silenzio che dovrebbe preoccuparvi, non le segnalazioni.
Dopotutto, preferite avere 100 near miss segnalati e zero incidenti, o zero segnalazioni e un incidente grave?
La risposta dovrebbe essere facile come evitare una buccia di banana che vedete per tempo sul pavimento. Il problema è che troppo spesso, quella buccia la vediamo solo quando ci siamo già scivolati sopra.
P.S. Se dopo aver letto questo articolo avete ripensato a quel "per un pelo" della settimana scorsa e non l'avete segnalato, beh... sapete cosa fare. E no, "tanto ormai è passato" non è una scusa valida. I problemi non hanno una data di scadenza.
Leggi anche
Obblighi e Sanzioni: La Legge sulla Sicurezza sul Lavoro e il DVR
Ovvero: perché quel "per un pelo!" dovrebbe preoccuparti quanto un vero disastro
Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha esclamato un liberatorio "per un pelo!" dopo aver evitato il peggio. Magari era una tazza di caffè bollente che ha sfiorato il vostro laptop nuovo, o quel muletto in magazzino che è passato a un centimetro dal vostro piede. Avete tirato un sospiro di sollievo, fatto una battuta nervosa e siete tornati al lavoro come se niente fosse.
Ecco, questo è esattamente il momento in cui dovreste invece fermarvi e dire: "Houston, abbiamo avuto un near miss".
La Piramide di Heinrich: Ovvero il Triangolo delle Bermuda della Sicurezza
Negli anni '30, un tizio di nome Herbert William Heinrich – che evidentemente non aveva Netflix e passava il tempo a studiare gli infortuni sul lavoro – ha fatto una scoperta rivoluzionaria. Ha osservato che per ogni incidente grave, ce ne sono 29 incidenti minori e ben 300 "quasi incidenti".
Tradotto in italiano: se nella vostra azienda è successo qualcosa di serio, probabilmente prima ci sono stati almeno 300 campanelli d'allarme che nessuno ha sentito. O meglio, che qualcuno ha sentito ma ha pensato "vabbè, non è successo niente".
Immaginate la piramide come un iceberg: la punta che emerge dall'acqua è l'incidente grave, ma sotto c'è un'enorme massa di situazioni pericolose che nessuno vede (o finge di non vedere). E come per il Titanic, ignorare ciò che sta sotto la superficie può portare a disastri colossali.
Ma Quindi, Che Differenza C'è?
Partiamo dalle definizioni, che sono meno noiose di quanto pensiate:
L'INCIDENTE è quando le cose vanno storte per davvero. C'è un danno concreto: una persona si fa male, un macchinario si rompe, il magazzino prende fuoco (speriamo di no). È l'evento che finisce nel registro infortuni, che fa squillare il telefono del responsabile della sicurezza e che trasforma il lunedì mattina in un incubo burocratico. L'incidente è il "troppo tardi", il momento in cui la frittata è già fatta e non si può più rimettere l'uovo nel guscio.
IL NEAR MISS (o "quasi infortunio" per i puristi della lingua italiana, o "incidente mancato" per chi proprio non sopporta l'inglese) è invece quando il destino decide di darvi una seconda possibilità. È l'evento che avrebbe potuto causare un danno ma che, per fortuna, circostanze favorevoli o riflessi felini, non lo ha fatto. È il muletto che vi sfiora, il carico che cade a un metro da voi, il cavo scoperto che vedete un attimo prima di toccarlo.
La differenza fondamentale? Solo la fortuna. E la fortuna, come sappiamo, è una signora volubile che prima o poi si stanca di salvarvi il sedere.
Il Near Miss: L'Eroe Incompreso della Sicurezza
Qui arriva la parte controintuitiva che fa impazzire i responsabili della sicurezza di tutto il mondo: il near miss è più prezioso di un incidente.
"Come sarebbe?!" direte voi. "Meglio che non succeda proprio niente, no?"
Certo, in un mondo ideale nessuno si farebbe mai male e non ci sarebbero nemmeno i near miss. Ma nella realtà, il near miss è il vostro migliore amico perché:
Vi avvisa che c'è un problema – È come il check engine della vostra auto: meglio vederlo lampeggiare prima che il motore vi lasci in autostrada.
Nessuno si è fatto male – Potete analizzare cosa è andato storto senza dover correre al pronto soccorso o compilare tonnellate di scartoffie.
La gente è ancora disponibile a parlarne – Provate a chiedere a qualcuno di raccontarvi un incidente in cui si è fatto male: otterrete la versione breve e censurata. Il near miss? Quello lo racconta con tutti i dettagli, comprese le imprecazioni.
Potete ancora prevenire il disastro – È la differenza tra vedere la buccia di banana sul pavimento e scivolarci sopra. Nel primo caso potete raccoglierla, nel secondo caso... beh, diciamo che la vostra dignità ne esce un po' ammaccata.
Il Paradosso del Near Miss: Perché Nessuno Li Segnala
E qui arriva il dramma. Nelle aziende italiane (ma anche nel resto del mondo, non facciamo discriminazioni) c'è una tendenza preoccupante: nessuno segnala i near miss.
Perché? Le ragioni sono tante e tutte comprensibilmente umane:
"Non è successo niente" – Il mantra preferito di chi preferisce ignorare i problemi. È come dire "non ho avuto l'incidente stradale" dopo aver evitato per un pelo una macchina che attraversava con il rosso. Tecnicamente vero, ma avete comunque rischiato la pelle.
"Non voglio sembrare un piagnone" – Ah sì, perché segnalare un pericolo è da deboli. Veri uomini (e donne) flirtano con il pericolo quotidianamente senza mai lamentarsi. Finché non finiscono al pronto soccorso, ovviamente.
"Non voglio creare problemi" – Traduzione: "Non voglio che mi facciano domande scomode su cosa stavo facendo quando è successo". Spoiler: nascondere i near miss crea problemi molto più grossi.
"Tanto non cambia mai niente" – Questo è il più triste di tutti. Significa che le segnalazioni precedenti sono finite nel famoso cassetto dove vanno a morire tutte le buone intenzioni aziendali.
Come Trasformare i Near Miss in Opportunità (Senza Annoiare Nessuno)
La comunicazione:
La buona notizia è che gestire i near miss non richiede un dottorato in ingegneria della sicurezza. Serve solo un po' di buon senso e la volontà di ascoltare. Ecco come fare:
Rendete la segnalazione facilissima
Niente colpe, niente punizioni
Feedback veloce
Celebrate i segnalatori
Agite concretamente
Come Trasformare i Near Miss in Opportunità (Senza Annoiare Nessuno)
Il trattamento:
Gli incidenti mancati vanno trattati alla stregua degli incidenti avvenuti perchè le condizioni scatenanti l’incidente e l’incidente mancato sono le stesse.
Occorre indagare il quasi incidente con la stessa metodologia usata per gli incidenti, con la sola eccezione che negli incidenti mancati non abbiamo alcun ferito da soccorrere. Occorre affrontare le seguenti fasi:
Segregazione dell’area con impedimento di accesso (se ritenuto necessario)
Raccolta delle informazioni da testimoni oculari
Indagine sul campo per osservare e ricostruire l’evento (se ritenuto opportuno occorre costituire un team tecnico )
Ricostruzione della causa o delle concause scatenanti l’evento
Ricostruzione dei motivi per cui l’evento non è stato intercettato prima
Trattamento della causa o delle consause scatenanti l’evento
Valutazione dell’applicazione di eventi sentinella
Lavorare sulla prevenzione
Chiusura del caso, sblocco dell’area precedentemente segregata e formazione
I near miss rappresentano un’importantissima sintomatologia che un danno considerevole sta per avvenire, sono come il ritiro del mare prima dello tsunami.
L’invito e non aspettare di venir travolti dall’onda ma lavorare subito per contenere o evitare l’insorgere dell’incidente.
I Near Miss Famosi che Hanno Cambiato il Mondo
Per darvi un'idea di quanto possano essere importanti i near miss, ecco alcuni esempi storici:
Three Mile Island (1979) – Prima dell'incidente nucleare più famoso degli Stati Uniti, c'erano stati diversi near miss che avevano evidenziato problemi nel sistema di sicurezza. Nessuno li aveva presi sul serio. Il resto è storia (radioattiva).
Columbia Space Shuttle (2003) – Durante il lancio, un pezzo di isolante si era staccato e aveva colpito l'ala dello shuttle. Gli ingegneri l'avevano notato, ma avevano pensato "beh, è già successo altre volte e non è mai successo niente". Era un near miss che nessuno aveva mai indagato a fondo. Purtroppo, durante il rientro, quello stesso danno causò la disintegrazione dello shuttle.
Chernobyl (1986) – Prima del disastro, c'erano stati numerosi problemi e quasi incidenti che avevano evidenziato debolezze nel sistema. Ma in un clima dove ammettere problemi era visto come una debolezza, nessuno parlò. Conosciamo tutti il finale.
Il Lato Ironico della Faccenda
C'è qualcosa di paradossalmente comico nel modo in cui trattiamo i near miss. Spendiamo migliaia di euro in corsi di sicurezza, cartelli, procedure e attrezzature. Poi, quando succede qualcosa che ci mostra esattamente dove sta il problema – gratis, in tempo reale, senza vittime – lo ignoriamo bellamente.
È come avere un sistema di allarme che suona per avvisarvi di un intruso, e voi che dite "vabbè, tanto non ha ancora rubato niente" e andate a dormire. Geniale.
La Cultura del "Per Un Pelo"
Nelle aziende davvero sicure (quelle dove la sicurezza non è solo un poster appeso alla macchinetta del caffè), c'è una cultura particolare: quella del "per un pelo". In queste organizzazioni, quando qualcuno dice "per un pelo non mi facevo male", non c'è un coro di risate sollevate. C'è una pausa, qualcuno prende un blocco note e chiede: "Raccontami tutto".
Perché hanno capito una cosa fondamentale: ogni "per un pelo" è un biglietto della lotteria degli infortuni. Prima o poi, se continui a giocare, vinci. E in questo caso, vincere significa perdere.
Conclusioni: Il Near Miss Non È un Fallimento, È un'Opportunità
Cambiamo prospettiva. Invece di vedere il near miss come "quella volta che abbiamo rischiato grosso" (e quindi qualcosa di cui vergognarsi o da nascondere), vediamolo per quello che è: un regalo del destino.
È il modo dell'universo di dirvi: "Ehi, hai visto? C'è un problema qui. Te lo faccio vedere senza farti male, così puoi sistemarlo. Non capita spesso, eh? Di solito quando vi mostro i problemi qualcuno finisce all'ospedale".
La prossima volta che qualcuno nel vostro team dice "per un pelo!", invece di ridere e cambiare argomento, fermatevi un attimo. Chiedete cosa è successo. Scrivetelo. Indagate. Sistemate il problema.
Perché la differenza tra un incidente e un near miss non è nella gravità del problema – quella è identica. La differenza è solo nella fortuna di quel giorno. E come diceva quel tale, la fortuna aiuta gli audaci. Ma la sicurezza aiuta tutti gli altri.
E ricordate: in un'azienda sicura, il numero di near miss segnalati è ALTO. Non perché ci siano più pericoli, ma perché le persone si sentono libere di parlarne. È il silenzio che dovrebbe preoccuparvi, non le segnalazioni.
Dopotutto, preferite avere 100 near miss segnalati e zero incidenti, o zero segnalazioni e un incidente grave?
La risposta dovrebbe essere facile come evitare una buccia di banana che vedete per tempo sul pavimento. Il problema è che troppo spesso, quella buccia la vediamo solo quando ci siamo già scivolati sopra.
P.S. Se dopo aver letto questo articolo avete ripensato a quel "per un pelo" della settimana scorsa e non l'avete segnalato, beh... sapete cosa fare. E no, "tanto ormai è passato" non è una scusa valida. I problemi non hanno una data di scadenza.
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Ovvero: perché quel "per un pelo!" dovrebbe preoccuparti quanto un vero disastro
Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha esclamato un liberatorio "per un pelo!" dopo aver evitato il peggio. Magari era una tazza di caffè bollente che ha sfiorato il vostro laptop nuovo, o quel muletto in magazzino che è passato a un centimetro dal vostro piede. Avete tirato un sospiro di sollievo, fatto una battuta nervosa e siete tornati al lavoro come se niente fosse.
Ecco, questo è esattamente il momento in cui dovreste invece fermarvi e dire: "Houston, abbiamo avuto un near miss".
La Piramide di Heinrich: Ovvero il Triangolo delle Bermuda della Sicurezza
Negli anni '30, un tizio di nome Herbert William Heinrich – che evidentemente non aveva Netflix e passava il tempo a studiare gli infortuni sul lavoro – ha fatto una scoperta rivoluzionaria. Ha osservato che per ogni incidente grave, ce ne sono 29 incidenti minori e ben 300 "quasi incidenti".
Tradotto in italiano: se nella vostra azienda è successo qualcosa di serio, probabilmente prima ci sono stati almeno 300 campanelli d'allarme che nessuno ha sentito. O meglio, che qualcuno ha sentito ma ha pensato "vabbè, non è successo niente".
Immaginate la piramide come un iceberg: la punta che emerge dall'acqua è l'incidente grave, ma sotto c'è un'enorme massa di situazioni pericolose che nessuno vede (o finge di non vedere). E come per il Titanic, ignorare ciò che sta sotto la superficie può portare a disastri colossali.
Ma Quindi, Che Differenza C'è?
Partiamo dalle definizioni, che sono meno noiose di quanto pensiate:
L'INCIDENTE è quando le cose vanno storte per davvero. C'è un danno concreto: una persona si fa male, un macchinario si rompe, il magazzino prende fuoco (speriamo di no). È l'evento che finisce nel registro infortuni, che fa squillare il telefono del responsabile della sicurezza e che trasforma il lunedì mattina in un incubo burocratico. L'incidente è il "troppo tardi", il momento in cui la frittata è già fatta e non si può più rimettere l'uovo nel guscio.
IL NEAR MISS (o "quasi infortunio" per i puristi della lingua italiana, o "incidente mancato" per chi proprio non sopporta l'inglese) è invece quando il destino decide di darvi una seconda possibilità. È l'evento che avrebbe potuto causare un danno ma che, per fortuna, circostanze favorevoli o riflessi felini, non lo ha fatto. È il muletto che vi sfiora, il carico che cade a un metro da voi, il cavo scoperto che vedete un attimo prima di toccarlo.
La differenza fondamentale? Solo la fortuna. E la fortuna, come sappiamo, è una signora volubile che prima o poi si stanca di salvarvi il sedere.
Il Near Miss: L'Eroe Incompreso della Sicurezza
Qui arriva la parte controintuitiva che fa impazzire i responsabili della sicurezza di tutto il mondo: il near miss è più prezioso di un incidente.
"Come sarebbe?!" direte voi. "Meglio che non succeda proprio niente, no?"
Certo, in un mondo ideale nessuno si farebbe mai male e non ci sarebbero nemmeno i near miss. Ma nella realtà, il near miss è il vostro migliore amico perché:
Vi avvisa che c'è un problema – È come il check engine della vostra auto: meglio vederlo lampeggiare prima che il motore vi lasci in autostrada.
Nessuno si è fatto male – Potete analizzare cosa è andato storto senza dover correre al pronto soccorso o compilare tonnellate di scartoffie.
La gente è ancora disponibile a parlarne – Provate a chiedere a qualcuno di raccontarvi un incidente in cui si è fatto male: otterrete la versione breve e censurata. Il near miss? Quello lo racconta con tutti i dettagli, comprese le imprecazioni.
Potete ancora prevenire il disastro – È la differenza tra vedere la buccia di banana sul pavimento e scivolarci sopra. Nel primo caso potete raccoglierla, nel secondo caso... beh, diciamo che la vostra dignità ne esce un po' ammaccata.
Il Paradosso del Near Miss: Perché Nessuno Li Segnala
E qui arriva il dramma. Nelle aziende italiane (ma anche nel resto del mondo, non facciamo discriminazioni) c'è una tendenza preoccupante: nessuno segnala i near miss.
Perché? Le ragioni sono tante e tutte comprensibilmente umane:
"Non è successo niente" – Il mantra preferito di chi preferisce ignorare i problemi. È come dire "non ho avuto l'incidente stradale" dopo aver evitato per un pelo una macchina che attraversava con il rosso. Tecnicamente vero, ma avete comunque rischiato la pelle.
"Non voglio sembrare un piagnone" – Ah sì, perché segnalare un pericolo è da deboli. Veri uomini (e donne) flirtano con il pericolo quotidianamente senza mai lamentarsi. Finché non finiscono al pronto soccorso, ovviamente.
"Non voglio creare problemi" – Traduzione: "Non voglio che mi facciano domande scomode su cosa stavo facendo quando è successo". Spoiler: nascondere i near miss crea problemi molto più grossi.
"Tanto non cambia mai niente" – Questo è il più triste di tutti. Significa che le segnalazioni precedenti sono finite nel famoso cassetto dove vanno a morire tutte le buone intenzioni aziendali.
Come Trasformare i Near Miss in Opportunità (Senza Annoiare Nessuno)
La comunicazione:
La buona notizia è che gestire i near miss non richiede un dottorato in ingegneria della sicurezza. Serve solo un po' di buon senso e la volontà di ascoltare. Ecco come fare:
Rendete la segnalazione facilissima
Niente colpe, niente punizioni
Feedback veloce
Celebrate i segnalatori
Agite concretamente
Come Trasformare i Near Miss in Opportunità (Senza Annoiare Nessuno)
Il trattamento:
Gli incidenti mancati vanno trattati alla stregua degli incidenti avvenuti perchè le condizioni scatenanti l’incidente e l’incidente mancato sono le stesse.
Occorre indagare il quasi incidente con la stessa metodologia usata per gli incidenti, con la sola eccezione che negli incidenti mancati non abbiamo alcun ferito da soccorrere. Occorre affrontare le seguenti fasi:
Segregazione dell’area con impedimento di accesso (se ritenuto necessario)
Raccolta delle informazioni da testimoni oculari
Indagine sul campo per osservare e ricostruire l’evento (se ritenuto opportuno occorre costituire un team tecnico )
Ricostruzione della causa o delle concause scatenanti l’evento
Ricostruzione dei motivi per cui l’evento non è stato intercettato prima
Trattamento della causa o delle consause scatenanti l’evento
Valutazione dell’applicazione di eventi sentinella
Lavorare sulla prevenzione
Chiusura del caso, sblocco dell’area precedentemente segregata e formazione
I near miss rappresentano un’importantissima sintomatologia che un danno considerevole sta per avvenire, sono come il ritiro del mare prima dello tsunami.
L’invito e non aspettare di venir travolti dall’onda ma lavorare subito per contenere o evitare l’insorgere dell’incidente.
I Near Miss Famosi che Hanno Cambiato il Mondo
Per darvi un'idea di quanto possano essere importanti i near miss, ecco alcuni esempi storici:
Three Mile Island (1979) – Prima dell'incidente nucleare più famoso degli Stati Uniti, c'erano stati diversi near miss che avevano evidenziato problemi nel sistema di sicurezza. Nessuno li aveva presi sul serio. Il resto è storia (radioattiva).
Columbia Space Shuttle (2003) – Durante il lancio, un pezzo di isolante si era staccato e aveva colpito l'ala dello shuttle. Gli ingegneri l'avevano notato, ma avevano pensato "beh, è già successo altre volte e non è mai successo niente". Era un near miss che nessuno aveva mai indagato a fondo. Purtroppo, durante il rientro, quello stesso danno causò la disintegrazione dello shuttle.
Chernobyl (1986) – Prima del disastro, c'erano stati numerosi problemi e quasi incidenti che avevano evidenziato debolezze nel sistema. Ma in un clima dove ammettere problemi era visto come una debolezza, nessuno parlò. Conosciamo tutti il finale.
Il Lato Ironico della Faccenda
C'è qualcosa di paradossalmente comico nel modo in cui trattiamo i near miss. Spendiamo migliaia di euro in corsi di sicurezza, cartelli, procedure e attrezzature. Poi, quando succede qualcosa che ci mostra esattamente dove sta il problema – gratis, in tempo reale, senza vittime – lo ignoriamo bellamente.
È come avere un sistema di allarme che suona per avvisarvi di un intruso, e voi che dite "vabbè, tanto non ha ancora rubato niente" e andate a dormire. Geniale.
La Cultura del "Per Un Pelo"
Nelle aziende davvero sicure (quelle dove la sicurezza non è solo un poster appeso alla macchinetta del caffè), c'è una cultura particolare: quella del "per un pelo". In queste organizzazioni, quando qualcuno dice "per un pelo non mi facevo male", non c'è un coro di risate sollevate. C'è una pausa, qualcuno prende un blocco note e chiede: "Raccontami tutto".
Perché hanno capito una cosa fondamentale: ogni "per un pelo" è un biglietto della lotteria degli infortuni. Prima o poi, se continui a giocare, vinci. E in questo caso, vincere significa perdere.
Conclusioni: Il Near Miss Non È un Fallimento, È un'Opportunità
Cambiamo prospettiva. Invece di vedere il near miss come "quella volta che abbiamo rischiato grosso" (e quindi qualcosa di cui vergognarsi o da nascondere), vediamolo per quello che è: un regalo del destino.
È il modo dell'universo di dirvi: "Ehi, hai visto? C'è un problema qui. Te lo faccio vedere senza farti male, così puoi sistemarlo. Non capita spesso, eh? Di solito quando vi mostro i problemi qualcuno finisce all'ospedale".
La prossima volta che qualcuno nel vostro team dice "per un pelo!", invece di ridere e cambiare argomento, fermatevi un attimo. Chiedete cosa è successo. Scrivetelo. Indagate. Sistemate il problema.
Perché la differenza tra un incidente e un near miss non è nella gravità del problema – quella è identica. La differenza è solo nella fortuna di quel giorno. E come diceva quel tale, la fortuna aiuta gli audaci. Ma la sicurezza aiuta tutti gli altri.
E ricordate: in un'azienda sicura, il numero di near miss segnalati è ALTO. Non perché ci siano più pericoli, ma perché le persone si sentono libere di parlarne. È il silenzio che dovrebbe preoccuparvi, non le segnalazioni.
Dopotutto, preferite avere 100 near miss segnalati e zero incidenti, o zero segnalazioni e un incidente grave?
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